TAV: il punto
Dopo la conferenza dei servizi del 19 di marzo, sembra che la situazione sia giunta ad un punto positivo.
La posizione assunta dalla Regione Lombardia che subordina il parere positivo all’accoglimento integrale delle varianti chieste dai comuni, potrebbe essere il salvagente per la nostra comunità gravemente minacciata dal passaggio della TAV.
Resta, comunque, un’ombra e cioè il fatto che i progettisti non abbiano ancora inserito tali varianti nei progetti presentati, rimasti sempre fedeli al tracciato originario. Bisognerà quindi attendere gli sviluppi della prossima conferenza dei servizi (quella risolutiva) da cui, però, i comuni saranno esclusi, lasciando alla sola regione Lombardia il ruolo di difensore del territorio.
Potrebbero, così, prevalere in quella sede interessi diversi dai nostri che porterebbero magari al sacrificio di qualche richiesta avanzata.
Le parole dei diversi assessori regionali e provinciali e dei diversi sindaci sono improntati ad un cauto ottimismo, senza mai trascurare l’aspetto di una intensa vigilanza.
Di seguito riportiamo parte dell’articolo redatto da Cesare Mariani del Bresciaoggi il 20 marzo. Invitiamo il Comune e le due associazioni ambientaliste presenti sul territorio a mandarci il loro contributo che pubblicheremo.
Doveva essere l’incontro definitivo sull’Alta capacità. La Conferenza di servizi che si è tenuta ieri nel teatro di Treviglio non ha invece dissolto le perplessità dei sindaci bresciani e bergamaschi dei paesi interessati dalla tratta Treviglio-Brescia, anche se il presidente della Provincia Alberto Cavalli si dichiara ottimista.
Le 239 prescrizioni presentate dai Comuni nell’incontro del 29 febbraio a Brescia sono state accettate - il 90% è ritenuta fattibile dai progettisti, mentre per il 10%, pur dichiarando la fattibilità, i progettisti si sono riservati approfondimenti di natura tecnica - ma è da capire quale sarà l’iter che porterà il progetto al Cipe e quali possibilità di controllo avranno gli enti pubblici.
«È positivo che i rappresentanti della Rfi si siano dimostrati preparati sui vari aspetti della tratta ferroviaria e abbiano presentato progetti concreti per risolvere i problemi sollevati per la sottostazione elettrica di Chiari o l’interramento a Lovernato di Ospitaletto - commenta Cavalli -. Certo, questo incontro rappresenta l’ultima possibilità di confronto diretto: ora sarà solo la Regione l’interlocutore del Cipe».
NEL SUO INTERVENTO, Cavalli ha ribadito la posizione che la Provincia ha confermato con forza nella delibera di lunedì scorso: «La Provincia di Brescia ribadisce che la linea dell’Alta capacità deve essere realizzata nella sua interezza fino a Verona nel più breve tempo possibile, così da rendere accettabile per il nostro territorio l’onere della contemporanea presenza con le previste Brebemi e Sp 19 - precisa Cavalli -. Solo con la realizzazione dell’intero tracciato sarà possibile per il sistema dei trasporti, incentrato sulla nuova stazione Av/Ac di Montichiari, raggiungere il grado di efficienza a garanzia dello sviluppo. Chiediamo però di approvare le prescrizioni al progetto definitivo che sono state evidenziate nel confronto con gli enti interessati e che abbiamo riassunto in quindici tematiche».
«IL PROGETTO definitivo deve prevedere interventi mirati al miglioramento della funzionalità del nodo stazione di Brescia e all’ottimizzazione dell’interscambio modale - continua Cavalli -. Inoltre, devono essere coordinati gli interventi previsti con le esigenze del servizio ferroviario delle linee Brescia-Cremona e Brescia-Piadena, come definito del gruppo di lavoro Regione Lombardia, Province di Brescia e Cremona e Trenitalia, e prevedere l’instradamento per San Zeno-Folzano impostato come linea a doppio binario, indipendentemente dalla definizione progettuale dell’interconnessione est di Brescia e dell’itinerario individuato per ingresso/uscita dei convoglio Av dalla stazione cittadina».
Per quanto riguarda Chiari e Ospitaletto, Cavalli è perentorio: «Nell’attraversamento della frazione di Lovernato di Ospitaletto si deve provvedere all’interramento, inoltre il progetto definitivo deve recepire la soluzione progettuale individuata per la realizzazione della sottostazione elettrica di Chiari e del nuovo elettrodotto di alimentazione.
Vanno poi risolte le problematiche sul reperimento degli inerti e l’individuazione delle aree estrattive: «L’approvvigionamento deve essere riferito al Piano cave così da non aprire nuove cave se non previste e localizzate entro la prevista fascia dell’ampiezza


March 21st, 2008 alle 9:49 am
A nome del Comitato Salute e Ambiente di Ospitaletto accetto volentieri l’invito a commentare l’esito della Conferenza dei Servizi sul progetto del tratto Treviglio-Brescia della linea AV/AC (più nota come TAV).
Personalmente ho partecipato al presidio pacifico alla precedente seduta di tale conferenza, tenutasi a Brescia lo scorso 29/2, organizzato dal Coordinamento dei Comitati Ambientalisti Lombardia, al quale aderisce anche il nostro comitato, ed in quell’occasione sono state anticipate a Di Pietro, Ministro per le Infrastrutture, le ossservazioni redatte dal coordinamento per conto dei comitati associati.
In vista della riconvocazione a Treviglio, tali osservazioni sono state inviate ufficialmente al ministero, con richiesta di convocazione in conferenza dei servizi, da parte del Coordinamente.
Anche noi, come comitato attivo ad Ospitaletto, abbiamo inviato tali osservazioni, pienamente condivise, al sindaco di Ospitaletto, chiedendo all’Ing. Prandelli, nella sua funzione di rappresentanza delle istanze emergenti dai cittanidi e dalle loro associazioni, il relativo deposito in conferenza dei servizi.
In tutta sincerità, conoscendo il soggetto, dubito fortemente che le nostre osservazioni siano state depositate e sarei felicissimo di essere smentito dal sindaco.
Per chi fosse interessato, può trovare il testo della richiesta e delle osservazioni sul nostro blog al seguente indirizzo:
http://saluteambiente.blogspot.....etto.html.
Entrando nel merito della riunione di Treviglio, non condividiamo le valutazioni positive che emergono dalla nota pubblicata.
Il Comitato Salute e Ambiente di Ospitaletto è contrario alla realizzazione della linea AV/AC, ritendo la stessa un’opera non necessaria dai costi esorbitanti.
Come ognuno potrà valutare leggendo le osservazioni inviate, a fronte del nostro NO, abbiamo indicato soluzioni alternative per raggiungere l’obiettivo di una rete ferroviaria efficiente, fattibili e non campate in aria, funzionali ma anche rispettose di un impatto ambientale e sociale accettabile, e dai costi drasticamente inferiori al progetto faraonico che si vorrebbe realizzare.
I nostri sono ben 17 SI ad interventi alternativi e 4 NO a soluzioni, checché se ne dica, si vorrebbero far passare sulla testa dei cittadini (non solo in senso figurato…).
Non ci sentiamo di cantare vittoria per aver avuto appoggio da Provincia e Regione sull’interramento dell’attraversamento del terriotorio di Ospitaletto.
Non ci sentiamo di esultare se, per reperire la ghiaia per la massicciata si scaverà negli ambiti estrattivi autorizzati (la cava Bonfadina?) in luogo di cave di prestito (Capriolo?), domani cave e dopodomani discariche.
Se, comunque, il progetto venisse posto in opera è chiaro che soluzioni che possano ridurne l’impatto sul paesaggio, sul territorio e, soprattutto, sui cittadini siano preferibili, rispetto ad altre ad alto impatto socio-ambientale.
Sarebbe, però, un davvero magra consolazione.
Grazie per l’invito e l’ospitalità, augurando a tutti i collaboratori di Ospitaletto.org e a tutti gli abitanti di Ospitaletto una buona e serena Pasqua.
Daniele Pigoli
Coordinatore del
Comitato Salute e Ambiente
di Ospitaletto