Consiglio Comunale. Forza Italia, fuori dalla maggioranza. Coradi e Manenti espulsi dal partito

dsc_3738.JPGE’ stato un consiglio comunale teso, aspro, talvolta di basso spessore politico ed umano quello che si è tenuto ieri sera.

Il centro della discussione è stata la definitiva cacciata del gruppo di Forza Italia dalla maggioranza con l’eliminazione dei consiglieri Incontro e Buizza dalle commissioni consiliari.

La discussione ha suscitato molto nervosismo da parte della maggioranza, soprattutto nel sindaco Prandelli e nel vicesindaco Coradi che, alternandosi nella conduzione del consiglio, hanno molte volte interrotto gli interventi impedendo spesso a chi parlava di completare compiutamente il proprio pensiero.

In sostanza il sindaco ha dichiarato che Forza Italia si è posta fuori dalla maggioranza in quanto ha votato contro il bilancio, quindi si è constatato il suo passaggio all’opposizione; Forza Italia, invece, sostiene di aver votato contro il bilancio poichè non è mai stata coinvolta nella sua elaborazione, perciò è il sindaco a cacciarli.

Questione di lana caprina, per molti aspetti, ma a nessuno è sfuggito il particolare che un intero partito (determinante per l’elezione di Prandelli due anni fa) è stata buttato fuori in malomodo dalla maggioranza.

Certamente, il voto al bilancio è un atto di opposizione al sindaco e vale più delle dichiarazioni formali di fedeltà che Forza Italia ha fatto. Tuttavia, non è pensabile che al sindaco un partito vada bene solo quando gli da ragione e quando dissente deve essere allontanato.

La discussione è poi degenerata quando Incontro, capogruppo di Forza Italia, ha reso nota l’espulsione dal partito di Coradi e Manenti (a tal proposito attendiamo conferma o smentita con documenti ufficiali). La risposta di Coradi ha sbalordito l’esigua platea in quanto ha dichiarato che Forza Italia non esiste più, dichiarazione un po’ azzardata in quanto fino al congresso di fondazione del Popolo delle Libertà la formazione politica resta in vita.

I toni allora sono trascesi e si è compreso fino in fondo la distanza, umana e politica, che separa gli epurati dagli ayatollah del sindaco. Spiacevoli i commenti da parte di alcune persone del pubblico che intervenivano in modo volgare, qualunquistico e capzioso. Certi personaggi non dovrebbero assistere a riunioni di questo tipo visto che non conoscono le regole della democrazia.

Il resto della maggioranza ha assistito inerte ed attonita a quanto stava accadendo. Non una parola da parte dei consiglieri di area Alleanza Nazionale, ma questa non è una novità poichè non si ricordano in sette anni interventi della Giudici non preparati a tavolino.

Le minoranze hanno ribadito il loro punto di vista, sostanzialmente prendendo le distanze dalle beghe di maggioranza, ma cercando di trarre profitto da questa divisione che garantisce a Prandelli solo 11 voti su 21.

Prandelli ha portato fino in fondo la sua decisione ed ha provveduto alla sostituzione dei consiglieri ribelli.

Il consiglio è poi proseguito con alcune convenzioni facilmente approvate. Da ricordare anche l’approvazione all’unanimità di una mozione presentata dal consigliere Reboldi che assicura la solidarietà umana ad una persona fatta oggetto di minacce di stampo nazista nella propria abitazione in quanto componente della Consulta per la pace.

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