Commenti e proposte sull’inquinamento della Seriola emersi dall’assemblea di giovedì
Inizialmente avrebbe dovuto essere ospitata nella sede del circolo culturale Aldo Moro di Ospitaletto ma, l’inattesa e massiccia affluenza di persone, ha costretto gli organizzatori a dirottare l’assemblea pubblica nella sala del centro polifunzionale. L’ennesima conferma che il degrado in cui versano i corsi d’acqua è un problema sentito. L’iniziativa promossa l’altra sera dal Comitato salute e ambiente ha offerto l’opportunità di fare il punto sui problemi provocati dall’inadeguatezza del depuratore di Cazzago. All’incontro hanno partecipato anche due tecnici della Cogeme «che - sottolinea Daniele Pigoli del Comitato - hanno dato un contributo interessante al dibattito».
«Sapevamo che non si potevano avere risposte risolutive a questo problema - ammette Pigoli -, ma era importante sollevarlo pubblicamente e informare la gente su cosa accade nel nostro territorio». Al Comitato è stato comunque chiesto di monitorare una situazione che coinvolge tutta la zona.
«Il sindaco di Castegnato - spiega Pigoli - ha convocato un Tavolo di emergenza per venerdì: ci auguriamo partecipi anche la Provincia, che ha il potere di intervenire». Dall’incontro pubblico è emersa l’origine dei liquami che inquinano la Seriola: nel depuratore di Cazzago confluiscono anche i reflui di Paderno, Bornato, Fantecolo e Provezze che non vengono trattati ma finiscono per mescolarsi alle acque che escono dall’impianto e si disperdono nei fossi e nei canali. «Per risolvere la questione - ribadisce Pigoli -, è indispensabile l’entrata in esercizio dei depuratori di Rovato e Torbole, entrambi ancora sulla carta».
I tecnici della Cogeme asseriscono, però, che si potrebbe distribuire l’acqua che esce dal depuratore di Cazzago nel Vaso Castrina e nel vaso Trenzana, alleviando così la pressione sulla Seriola.
Duro e dettagliato l’intervento di Legambiente Franciacorta: «Nella nostra zona non c’è di fatto la depurazione degli scarichi fognari - spiega Silvio Parzanini -. Da settimane la Seriola proveniente dall’Oglio che attraversa i comuni di Cazzago, Ospitaletto e Castegnato confluendo nel Gandovere è di fatto il collettore fognario di buona parte della Franciacorta. Molti cittadini ci hanno chiamato preoccupati della situazione che abbiamo immediatamente segnalato ai sindaci».
Legambiente non è meravigliata per quanto sta accadendo: «I Comuni franciacortini, 20-25 anni fa si sono dotati ognuno del proprio depuratore calibrato sulla popolazione del tempo. In 20 anni la popolazione è raddoppiata tanto che Cogeme, a nome di tutti i suoi sindaci, certifica quasi con soddisfazione che ogni anno la Franciacorta cresce di un nuovo paese. Se siamo a questi punti - continua Parzanini - è perché i Comuni hanno favorito una smisurata occupazione del suolo, favorendo una speculazione edilizia che ha determinato l’arrivo da fuori di migliaia di abitanti che hanno reso molte infrastrutture inadeguate».
La situazione - secondo Legambiente - è inaccettabile. «Se il depuratore di Cazzago - spiega Parzanini -, che tratta gli scarichi di Fantecolo, Passirano e Paderno - non depura, deve essere chiuso e i reflui vanno portati in depuratori idonei. Se gli impianti di Ome, Rodengo, Castegnato e Ospitaletto non funzionano, vanno chiusi e le fogne vanno almeno provvisoriamente avviate attraverso il vicino collettore della Mandolossa al depuratore di Verziano. Le responsabilità sono molteplici, ma la Provincia è clamorosamente mancata sia nell’opera di controllo che di soluzione attraverso l’Ato dei problemi. Non parliamo dell’Arpa e degli altri organi di controllo».
Cesare Mariani sul Bresciaoggi del 17.5.2008

