Omicidio ad Ospitaletto: arrestato il marito

I carabinieri hanno arrestato Davide Sobacchi per l’omicidio della moglie Agnese Schiopetti di 27 anni. L’uomo ha infatti confessato davanti al procuratore della Repubblica dopo una giornata di intensi interrogatori in cui più volte era caduto in contraddizione di fronte alle domande degli inquirenti.

L’assassinio è avvenuto nella sera di sabato in seguito all’ennesimo litigio della coppia che abitava con il figlio di 15 mesi in vicolo conventino. Dopo aver ucciso la moglie, Sobacchi ha poi portato il corpo sul lago d’Iseo nel cuore della notte tentando di nascondere l’avvenuto.

Solo domenica ha denunciato la scomparsa della moglie. Numerose persone lo hanno, infatti, visto nelle strade di Ospitaletto con il passeggino del figlio. Stanotte la confessione e l’arresto.

Riportiamo alcuni stralci degli articolo del Bresciaoggi al fine di ricostruire la convulsa giornata di ieri.

Davide Sobacchi, 27 anni, chef, ha lavorato per l’Alitalia e in ristoranti di lusso, dal «Zur Rose» di San Michele Appiano, in Alto Adige, a «Da Vittorio» di Bergamo, prima di trovare un posto nella cucina di un ristorante di Borgonato di Cortefranca. Lì, in sala, ha lavorato anche Agnese, con la quale Davide si era sposato lo scorso mese di settembre.

Le indagini si sono svolte ad Iseo. Nella caserma dei carabinieri del capoluogo sebino si trovavano il magistrato di turno Claudia Moregola, il colonnello Marco Riscaldati, comandante del Nucleo operativo dell’Arma, il comandante dei carabinieri di Chiari Alessandro Amadei e il luogotenente Domenico Nitti.

I militari delle stazioni di Ospitaletto, Iseo e Marone erano al lavoro dalle 11 per chiudere il caso prima possibile, dopo che il Sis, la Scientifica dei carabinieri, aveva recuperato materiale definito «interessante» nel trilocale di via Conventino. Ore di accertamenti in un appartamento trovato però in perfetto ordine. Nessun segno di lotta, niente tracce di sangue.

Davide Sobacchi, che ai corsi Alma aveva ottenuto il diploma al corso superiore di cucina italiana, ha nel cassetto un diploma di maturità classica. Cucinare è sempre stata la sua passione. Attualmente, però, l’uomo era senza lavoro. «È in cassa integrazione», è stato detto, ma in realtà pare che avesse chiesto un periodo di riposo prima di riprendere il lavoro nel ristorante franciacortino. Si vocifera anche di problemi legati al consumo di sostanze proibite.

I carabinieri hanno interrogato a lungo nella caserma di Ospitaletto i familiari della coppia e alcuni vicini di casa, dai quali avrebbero appreso di frequenti litigi. Pare che Davide negli ultimi tempi fosse particolarmente nervoso, mentre non ha trovato conferma la notizia che Agnese e il marito si volessero separare.

Proprio l’ennesimo litigio nel trilocale ricavato dell’ex convento delle suore potrebbe essere stato all’origine della tragedia.

Sotto scorta, il cuoco è stato accompagnato sulla spiaggia di Marone, dove ha risposto alle domande del magistrato e dei carabinieri. Infine il trasferimento nella caserma di Marone, dove ieri sera alle 22 Davide Sobacchi era ancora sotto stretto interrogatorio come «persona informata dei fatti». Una posizione che si sarebbe aggravata già dopo le prime, tanto da ipotizzare un imminente fermo del giovane con l’accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere.

Resta il dramma del padre (Agnese era orfana di madre), dei fratelli e delle sorelle. Il bambino è stato portato a casa da un familiare della donna. Fortunatamente il piccolo non ha capito nulla; avrebbe solo chiesto della mamma a una zia, prima di addormentarsi.

LA VITTIMA

Una ragazza sfortunata. Ultima di cinque fratelli, due maschi e due femmine gemelle, a tre anni aveva perso la madre. Agnese Schiopetti è stata così cresciuta dal nonno Pierangelo, che abita a Monticelli.

La famiglia della donna uccisa anni fa lavorava la campagna: al Bettolino di Rodengo esiste addirittura la Contrada degli Schiopetti. Il padre Vittorio è una figura abbastanza nota a Rodengo, anche perché è vicepresidente dell’Avis. Sposata da poco, madre di un bimbo di 15 mesi, la 26enne Agnese, che si è diplomata alla scuola alberghiera di Brescia, spesso aiutava i volontari dell’Avis alle feste, stando ai fornelli. Attualmente lavorava come cameriera.

IL RITROVAMENTO

Il ciclista si era fermato vicino al parapetto nella striscia erbosa a destra della strada per la valle, qualche decina di metri oltre il «Pesce Fritto», uno dei chioschi più frequentati all’ingresso di Marone. Voleva vedere se ci fosse del pesce nel tratto di lago sottostante, dove l’acqua è trasparente e la profondità minima. Ma sotto il cielo grigio, dove solo ogni tanto spuntava il sole, nell’acqua lievemente increspata, ad attirare di colpo la sua attenzione è invece la sagoma di un corpo immobile.

Chiama i soccorsi con il cellulare. La macchina scatta immediatamente: i carabinieri di Marone, la cui caserma è a meno di un chilometro, arrivano e delimitano con il nastro bianco e rosso la striscia sterrata.

Con loro arriva pure il canotto grigio del nucleo subacqueo del gruppo sub della Protezione civile di Montisola. Il trambusto attira subito l’attenzione dei primi clienti del chiosco; verso le 11 c’è una piccola folla a seguire le operazioni di recupero dei sub, che si sono immersi in un attimo confermando che la sagoma sul fondo era quella di una donna.

Il recupero inizia nel silenzio della gente, che guarda commentando e domandandosi di chi sia il corpo e come sia finito in quel punto, a pochi metri dalla riva, dove l’acqua è bassa e la visibilità ottima.

Attorno al nastro bianco e rosso, la folla si scioglie quando il carro funebre se ne va con la salma, che trasporterà all’obitorio dell’ospedale di Iseo. Sul posto resta il presidio dei militari. Nel pomeriggio, dopo l’autopsia in ospedale, torneranno il furgone della Scientifica e gli investigatori, per chiedere ai sub di prelevare campioni dal fondo del lago. E dal canotto, così, sono riprese le immersioni.

3 Commenti to “Omicidio ad Ospitaletto: arrestato il marito”

  1. Carlo:

    Ma dove sono finiti tutti quelli che sono pronti a parlare male degli extracomunitari in caso di omicidio? Quando di mezzo ci sono gli italiani, non trovano più luoghi comuni?

  2. marco:

    a carlo quanti omicidi commettono gli estracomunitari e quanti gli italiani????
    In ogni caso mi girano di piu se un rumeno uccide mia sorella con la quale non a niente da spartire che suo marito.

  3. MODERATORE:

    Il signor Marco ha mandato un commento con insulti che sono stati ovviamente censurati. Un comportamento del genere definisce una persona incapace di dialogare e discutere, oltre che di scrivere in un italiano corretto visto gli errori di ortografia che abbiamo lasciato per il piacere dei lettori.
    Detto questo, evitiamo anche di dire stupidaggini. L’omicidio è un fatto spaventoso e grave a prescindere dalla nazionalità di chi lo commette. Ci sembrava una cosa scontata.

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