Il futuro della Piscina Comunale
Il dado è tratto. L’amministrazione Prandelli ha deciso di affidarsi ad un project financing per realizzare la piscina comunale dopo la chiusura imposta dall’ASL alla vecchia struttura ormai in disfacimento.
L’ingente investimento dovrà affrontare una realtà fatta di grande concorrenza, vista l’esistenza di grossi impianti natatori nelle vicinanze (vedi Travagliato e Rovato). Saprà superarlo?
Nelle altre nazioni europee il problema non si porrebbe neppure. In giro per l’Europa sarebbe, infatti, impensabile che tre paesi confinanti costruiscano tre piscine per un bacino d’utenza di 30/40 mila persone.
Nelle altre nazioni i paesi si sarebbero messi ad un tavolo e di concerto si sarebbero divise le infrastrutture in modo da unire economicità e funzionalità. In Italia questo sembra impossibile.
In questo modo si è creato l’immenso debito pubblico che grava sull’economia e sul futuro dei più giovani.
A parte questa considerazione filosofica, vi è poi da osservare che un’esperienza simile si sta concretizzando a Palazzolo.
Sul Bresciaoggi così si commentava: ”La piscina rappresenta una scommessa amministrativa cruciale per il Comune: l’opera e la convenzione di gestione trentennale con il costruttore, sono state al centro di una durissima polemica con Forza Palazzolo che ha contestato soprattutto la clausola che permette al privato, in caso di difficoltà, di far subentrare l’Amministrazione civica nell’estinzione del mutuo da 5 milioni.”
Una clausola, si dice, che potrebbe essere inserita anche nella nuova piscina locale. Una clausola capestro che scarica tutte le magagne al comune salvaguardando l’impresa aggiudicatrice del lavoro. Una clausola che un amministratore saggio e umile non inserirebbe.
Sapranno resistere Prandelli e Coradi?

