Morto il cicloturista colpito da infarto
Dario Gatti non ce l’ha fatta. Il cicloturista di Castegnato colpito da un malore durante un’escursione in Valcamonica ha cessato di vivere nella notte nel reparto di rianimazione di Esine dove era stato ricoverato domenica mattina.
La vittima si era sentita male mentre in sella alla sua mountain bike pedalava lungo la strada del Tonale, alle porte di Monno. Gatti si era ripreso ed aveva deciso di scendere a valle per farsi visitare da un medico, ma percorso meno di un chilometro è stato colpito da un secondo attacco cardiaco in località Pagarola a Esine. Il cicloturista è caduto sull’asfalto: rianimato dal personale sanitario dell’eliambulanza è stato trasportato a Esine, dove, nonostante il prodigarsi dei medici è morto.
I funerali si svolgeranno questo pomeriggio alle ore 16,30 nella parrocchiale di San Rocco a Padergnone, la frazione di Rodengo dove Dario Gatti era nato 52 anni fa. Dopo il matrimonio si era trasferito ad Ospitaletto e, solo di recente, dopo la separazione dalla moglie, era andato ad abitare a Castegnato in un nuovo quartiere residenziale posto tra la parrocchiale ed il cimitero.
Una vita tranquilla la sua. La bicicletta era la sua grande passione: ogni domenica inforcava la mountain-bike percorrendo decine di chilometri. La provincia non aveva segreti per lui. Conosceva ogni strada e pista ciclabile. Solo in queste occasioni, ritrovava se stesso, vivendo da vicino il contatto con la natura.
Anche domenica il copione si è ripetuto fino al momento della disgrazia improvvisa e imponderabile considerato che Dario Gatti non aveva mai avuto problemi di salute. Oltre alla bici, l’operaio amava la poesia che scriveva ispirandosi ai sentimenti ma anche e soprattutto alla natura che aveva imparato ad amare durante le sue escursioni in bicicletta. Alcune liriche erano state anche premiate in occasioni di concorsi locali. La vittima lascia la mamma Fernanda, la figlia Jennifer e la moglie da cui era separato.
Dal Bresciaoggi del 12.8.2008

