Da Cazzago un aiuto per risolvere i problemi della Seriola
La battaglia contro gli episodi di inquinamento legati al cattivo funzionamento della rete di depurazione sta per compiere un altro deciso passo in avanti nell’enclave di territorio posta a cavallo di Hinterland e Franciacorta.
A CAZZAGO STANNO per concludersi i lavori di posa dell’impianto di fitodepurazione nella vasca delle Tezze, un bacino artificiale di circa 16 mila metri quadri che raccoglie le acque provenienti dagli sfiori di due condotte fognarie e quelle meteroriche di drenaggio dei campi agricoli.
«L’impianto di laminazione - si legge nella relazione del progetto -, aveva in origine l’obiettivo di evitare il sovraccarico degli sfiori che provocava disastrose conseguenze sulla zona abitata. Ma la vasca richiedeva interventi di svuotamento sempre più frequenti, specie nelle occasioni di temporali e piogge consistenti».
LA SOLUZIONE AL PROBLEMA passava da un sistema che convogliasse le acque depurate direttamente nella roggia Franciacorta a prescindere dalle condizioni metereologiche. Per attuarla, l’Amministrazione civica si è affidata a un progetto innovativo e biologico, affidato all’ agronomo Francesca Oggionni. Il progetto è stato in parte finanziato dalla Direzione generale agricoltura della Regione.
L’aspetto tecnicamente più significativo e singolare è sicuramente l’introduzione nella vasca di zattere fluttanti che trasportano colonie di piante igrofile, vegetali cioè che vivono in presenza d’acqua. Le piante, anche in periodi di pioggia intensa, non vengono sommerse dall’acqua e possono svolgere il loro compito di depurazione anche in presenza di allagamenti o piogge intense.
LA VEGETAZIONE MESSA a dimora nella piattaforma galleggiante inoltre, pone tutte le radici a stretto contatto con l’acqua aumentando l’effetto filtro. Il progetto si è avvalso di una prestigiosa collaborazione accademica: le zattere fitodepuranti sono brevettate e sperimentate dalla Pan, braccio operativo dell’Università di Padova. L’opera prevede il posizionamento di 900 metri quadri di superficie fitodepurante, circa 14.400 piantine, quantità stabilita in base alle caratteristiche morfologiche della vasca ed alla qualità delle acque, per ottenere il miglior risultato di depurazione.
Ma quali sono le specie messe a dimora? Iris pseudacorus, Typha latifolia e Phragmites australi. Una volta entrato in funzione, l’impianto garantirà una depurazione più incisiva a prescindere dalle condizioni metereologiche ma soprattutto metterà al riparo Cazzago e i paesi confinanti da fenomeni d’inquinamento.
Bresciaoggi del 17.8.2008 Alice Scolari

