Le inchieste: la droga ad Ospitaletto

images1.jpgL’abuso di droga è un problema gravissimo nella nostra società. Ospitaletto non è immune da questa devastante piaga. L’omicidio di Adele Schiopetti, commesso dal marito in preda agli effetti degli stupefacenti appena consumati è stato l’iceberg di un fenomeno che si sta diffondendo ancora di più rispetto al passato.

Un tempo, infatti, i drogati erano facilmente identificabili per le loro condizioni di vita, per l’effetto che lo stupefacente aveva su di loro e li rendeva riconoscibili. Ora no, sono tra di noi, al nostro fianco e conducono una vita apparentemente normale fino al crollo.

Partiamo da alcuni dati nazionali. Sono 5,5 milioni gli italiani che hanno fumato almeno uno spinello nel 2007. L’1,4% di loro lo fa abitualmente. Le morti per overdose sono state 589 nel 2007, in aumento rispetto alle 551 dell’anno precedente. Un italiano su mille usa con frequenza la cocaina, otto in maniera sporadica. Sono 14 su mille gli italiani che fra i 15 e i 64 anni hanno dichiarato di consumare cannabis, hashish o marijuana. Un dato anche sull’alcol. Un ragazzo su dieci si ubriaca il sabato sera. In discoteca il 20% dei frequentatori beve più di 6 bicchieri di alcol. Qua si citano le medie nazionali, ma le percentuali più alte si raggiungono proprio nelle nostre province!!

OSPITALETTO

E il nostro paese? In che condizioni si trova il nostro paese? Quante volte chi ha maggiore sensibilità al problema si è posta la domanda su quanti fossero i consumatori di droga ad Ospitaletto sentendo di omicidi, risse, arresti e vedendo con i propri occhi famiglie di conoscenti, amici e parenti andare in frantumi sotto la spinta della droga?

Noi abbiamo provato a dare qualche risposta. Per farlo ci siamo rivolti ad Ermete Cominelli responsabile del Mago di Oz, l’unico Sert privato esistente in provincia, grazie all’intervento della Comunità Fraternità che ha creato questa organizzazione con lo scopo di aumentare i servizi già attivi con i diversi Sert pubblici del bresciano. Cominelli ci ha aiutato a districarci in questa giungla spaventosa.

Il mago di Oz si occupa dei Distretti 1 e 2, cioè Brescia ed Hinterland. All’interno della struttura operano 4 medici e 4 psicologi con il supporto di 2 infermieri e 2 assistenti sociali. Cominelli coordina il personale che lavora dalle 10 alle 19 dal lunedì al venerdì, mentre nei giorni di sabato e domenica il servizio è disponibile dalle 8.30 alle 10.30. Tutto questo per 365 giorni all’anno. La droga non va in vacanza, purtroppo.

Attualmente stanno seguendo un percorso di recupero 353 pazienti (299 uomini e 54 donne) con diverse tipologie di dipendenza. In realtà, molte di queste persone hanno più di una dipendenza, ma per semplificazione viene attribuita loro la principale fonte di difficoltà anche se il lavoro è ben più complesso ed articolato. In 193 hanno già avuto esperienze precedenti in comunità, in 160, invece, sono al loro primo tentativo.

L’età è molto variabile. Riassumiamo in un semplice schema

18                  Tra i 14 e i 18 anni
57                  Tra i 19 e i 25 anni
110                Tra i 26 e i 35 anni
121                Tra i 36 e i 45 anni
34                  Tra i 46 e i 55 anni
12                  Tra i 56 e i 65 anni

Questi pazienti non sono ovviamente tutti di Ospitaletto, ma di diversi paesi. Nella provincia di Brescia i casi in cura presso i 7 Sert pubblici e quello privato sono circa 3.000/3.500. Non si contano, ovviamente, tutte le persone che non hanno neppure avvicinato un percorso di recupero o si sono ritirati (la percentuale di successo è circa del 30%).

Le persone in cura lo sono per l’abuso di cocaina (158), alcool (80), eroina (60), hashish (35), gioco d’azzardo (20). Come già detto, molti di loro hanno in essere diverse dipendenze, ma la classificazione segnala la dipendenza più significativa.

Per ritornare ad Ospitaletto il comune fornisce alcuni dati significativi. Una ventina sono i casi a diretta conoscenza degli uffici dell’assistenza sociale in quanto i soggetti sono seguiti su segnalazione dei Sert. Il dato effettivo si dovrebbe però aggirare sul centinaio di tossicodipendenti. È un dato allarmante ma non poggia su basi sicure poiché dedotto da diversi indicatori. Sull’esperienza il numero non dovrebbe discostarsi dalla realtà ma potremmo anche sbagliarci, in difetto!!

RICONOSCERE I SEGNALI

I consumatori di droga si possono suddividere in tre categorie
1. tossicodipendenti con poliabusi
2. abuso cioè consistente consumo. La persona riesce a contenersi, ma è il primo gradino verso la tossicodipendenza
3. consumo occasionale, tipico di tantissime persone e collegato in modo particolare agli adolescenti

L’inizio del consumo di hashish e anfetamine è intorno ai 14-15 anni. Avviene normalmente nei weekend, ma quasi sempre è legato all’appartenenza ad un gruppo che ti influenza e ti convince a provare.

Il primo gradino, però, è l’alcool che, una volta assunto, disinibisce e apre al consumo di altre sostanze. L’alcool è molto collegato al fenomeno droga: in primo luogo attiva la voglia di cocaina, nella fase finale serve per sedare l’eccitazione conseguente al consumo di essa.
La marijuana viene provata dal 70/80% dei ragazzi tra i 14 e i 30 anni. Lo spinello è anche cambiato. Il principio attivo di alcune partite è più potente perché trattato con allucinogeni. L’effetto è, però, sempre legato all’età ed a fattori fisici. Fumare uno spinello ha conseguenze ben diverse per il fisico di un tredicenne rispetto a chi ha 40 anni.

Come si cade successivamente nell’uso di sostanze più pesanti? Il problema è che lo spacciatore adesso ha molti tipi di droga con sé, diversamente dal passato; quindi il consumatore di sostanze leggere va a contatto con lo spacciatore di quelle pesanti. La contiguità aiuta nel consumo di tutto. Il venditore, poi, è solitamente un amico che, come tale, condivide la droga con gli altri. La discoteca, infatti, è il principale luogo di spaccio.

Anche l’uso di sostanze cosiddette “leggere” può portare a forme di dipendenza. Questo accade quando il soggetto ha delle allucinazioni. Il problema più grave è che i giovani non riconoscono la dipendenza perché trascurano i sintomi (normalmente sbalzi d’umore, insonnia). Il genitore che riconosce queste segnali deve farsi aiutare rivolgendosi a strutture adeguate come appunto il Sert.

La vicinanza del servizio, infatti, fa emergere più casi perché le famiglie si avvicinano più facilmente.

I CONSUMATORI

Il ceto sociale a cui appartengono i nuovi tossici è molto diverso da un tempo. Là dove un tempo c’erano emarginati, ora ci sono in prevalenza piccoli imprenditori, artigiani, professionisti perché il consumo è compatibile con la vita normale.

Ci sono anche nuovi tipi di dipendenza, non meno gravi, legati a giochi come lotto, scommesse, macchinette. Questa dipendenza è spesso accompagnata da altri tipi di abusi.

Una persona non inizia mai a caso con la droga. Di solito una crisi personale o lavorativa fa scattate l’uso di sostanze di vario genere. Il sollievo conseguente fa cadere nel consumo abituale è induce la persona a continuare proprio in virtù delle prime sensazioni provate.

Il problema economico è conseguente. I tossici cadono nello spaccio per salvarsi dai debiti, a volte rubano sul lavoro poiché il denaro non è mai sufficiente. Per le donne c’è poi il rischio della prostituzione. Ci sono persone che consumano il loro stipendio in 2-3 giorni. Il resto lo paga la famiglia. La situazione familiare diventa rapidamente insostenibile per mogli, madri, mariti e figli.

LE SOSTANZE

Il consumo di eroina è calato rispetto alle punte raggiunte 10-15 anni fa ma l’abuso continua. Si consuma, però, in modi diversi rispetto al passato. Non c’è più solo il “buco” ma molti la fumano o la sniffano. Chi la fuma, però, ha un consumo maggiore e cade presto o tardi nell’iniettabile.

L’eroina viene sniffata poco  perché a differenza della cocaina che eccita, l’eroina seda. Per questo viene utilizzata per “concludere” la serata attenuando gli effetti della cocaina assunta in precedenza.

La cocaina costa circa 20/25 € a dose. Il costo è alla portata di tutti. Il consumatore di spinelli o di ecstasy (le pillole sono anche a 5 €) trova, quindi, estrema facilità nel procurarsela visto che l’amico spacciatore ha tutte le sostanze.

L’ecstasy è una marea di sostanze diverse, impossibile fare qua un elenco delle diverse combinazioni. Per i ragazzi abbinare anfetamina (ecstasy) con cocaina e alcol è diventato normale.

PREVENZIONE

La nostra cultura deve abituarsi a convivere con le sostanze. Per combatterle, infatti, bisogna conoscerle, non limitarsi a blandire le giovani generazioni senza progetti.

Il comune può svolgere un lavoro di repressione con la polizia locale, ma deve innanzitutto fare un’attiva campagna di prevenzione. Si deve lavorare sulle famiglie (che devono essere aiutate a capire i segnali che i figli mandano) e sulle scuole, soprattutto nella fascia dei 14-15 anni, momento in cui comincia l’uso di certe sostanze.

I ragazzi, spesso, sanno già tutto delle sostanze e degli effetti che esse hanno. Tendono perciò a rimuovere facilmente le ramanzine di educatori ed esperti. Per questo è molto utile l’incontro con chi ha avuto esperienze personali legate alla dipendenza da droga. L’esempio è sempre il fattore più impressionante.

Primario è il coinvolgimento delle associazioni di volontariato e delle tante attività sportive presenti sul territorio nell’opera di prevenzione. Se non c’è una cabina di regia, una programmazione avveduta ed ispirata da persone competenti, l’opera diventa sterile, di semplice facciata.

E non possiamo permetterci questo.

IL COMUNE

Il comune non può intervenire direttamente, non è suo compito, non ne ha la competenza. Deve per forza aspettare l’indicazione di un Sert, di un medico che si rivolge ai servizi sociali per aiutare le famiglie disagiate per problemi contingenti quali la casa, l’integrazione sociale, le famiglie dei tossicodipendenti.

Negli anni passati sono stati fatti degli interventi quali il Marketing Sociale e un intervento presso le fabbriche con la Fraternità ma da un paio di anni questi progetti si sono conclusi. Attualmente non c’è nulla in essere.

Ora vi sono proposte per lavorare sulla piaga del bullismo e sui problemi di carattere familiare che sono comunque un aspetto del problema droga.

Le scuole, invece, hanno inserito nel proprio Piano Diritto allo Studio un progetto relativo alle terze medie (l’anno corretto per intervenire) che prevede l’aiuto di operatori esterni per informare i ragazzi, i genitori e gli insegnanti.

Il Comune in questo campo non può fare miracoli e non si può pretendere che sul piano pratico faccia molto di più di quello che già sta facendo. Manca però totalmente l’input politico che è completamente assente dall’opera di Angiola Giudici. Non c’è, infatti, alcuna guida istituzionale per coordinare le diverse realtà presenti nel paese.

Sarebbe bello, infatti, che qualcuno avesse messo intorno ad un tavolo Fraternità, Scuole (medie ma anche superiori), Servizi Sociali, Volontariato, Polizia Locale, Carabinieri per vedere quali forze mettere in campo.

Questa metodologia di lavoro non appartiene però alla Giudici. L’assessora è brava nello svolgere le normali mansioni ma non ha capacità di creare qualcosa di diverso dall’esistente. Per quello ci vorrebbe una visione ampia dei problemi locali che a lei sfuggono nella loro complessità.

Tuttavia, il problema è troppo grande per limitarsi ad una polemica contro il Comune che non è certo il maggior responsabile della situazione. Preoccupa, piuttosto, che nessun schieramento abbia speso parole nei programmi elettorali del 2006 su questo problema.

Si fa, insomma, finta di niente. La gente, tranne i pochi sfortunati colpiti dal problema, sembra non accorgersi di quanto capita, salvo scadere nell’invettiva fine a se stessa in occasione di tragedie quali quelle della Schiopetti.

Bisogna intervenire. Tutto ciò è già un’emergenza sociale.

 

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