Proiettile vagante, sfiorata la tragedia
Tragedia sfiorata in casa nel primo pomeriggio di ieri in un appartamento di via Caprieli a Ospitaletto. Da una pistola Beretta 7.65, maneggiata da una guardia giurata, è partito accidentalmente il colpo che inavvertitamente era rimasto in canna.
G.G., 50 anni, dipendente dell’istituto «Vigili dell’ordine» stava mettendo in fondina la pistola, dovendo recarsi al lavoro, quando il proiettile è partito e dopo un breve tragitto ha colpito all’avambraccio destro il figlio di ventun anni che si trovava a riposare sul divano del salotto.
A.G., ha avvertito un dolore, una fitta come fosse una bruciatura e ha visto il sangue scorrere. Il padre e la mamma hanno subito soccorso il ragazzo e chiamato un’ambulanza.
A.G., è stato trasportato al pronto soccorso della Nuova Poliambulanza di Brescia dove i medici lo hanno giudicato guaribile in 35 giorni avviandolo nel reparto di Traumatologia.
Nulla di grave per il ragazzo anche se ha rischiato di essere colpito in parti vitali e di morire.
In via Caprieli sono intervenuti i carabinieri di Ospitaletto e della Compagnia di Chiari per la ricostruzione dell’accaduto e per interrogare la guardia e la moglie. In ospedale è stato sentito anche il figlio. Nulla di volontario, confermano i carabinieri che hanno denunciato la guardia giurata per «incauto maneggio dell’arma». Doveva infatti accertare se ci fossero proiettili in canna e non lo ha fatto.
Si è trattato di un fortuito incidente. La guardia giurata, ancora sotto shock per l’accaduto, ha dichiarato ai carabinieri che nella giornata di venerdì si era recato al poligono per i tiri di allenamento. Ha aggiunto che sia al poligono, sia a casa non si era accorto di quel maledetto proiettile che avrebbe potuto uccidere suo figlio.
Dal Bresciaoggi del 6.9.2008

