A proposito dei 30 all’ora e delle multe
Ci siamo già espressi sulla sciocchezza di mettere i 30 all’ora come limite di velocità in via Rizzi, così come sull’assurda minaccia del sindaco di estendere tale limite anche alla circonvallazione. Troviamo sul Corriere della Sera un commento di Piero Ostellino che ben si adatta alla situazione. Ne pubblichiamo alcuni brani.
Ogni anno i comuni preparano il bilancio di previsione sulla base dei dati di quello precedente, comprese le entrate per contravvenzioni. (…) E’, dice il mio amico Cofrancesco, docente di Diritto Pubblico a Torino, una scommessa su fatti illeciti che se fosse fatta da una società privata configurerebbe il reato di false comunicazioni sociali. D’altra parte se i comuni fallissero questa scommessa non avrebbero più i soldi per pagare gli stipendi ai dipendenti.
Le multe servono a fare cassa, non a garantire la sicurezza dei cittadini e a una migliore viabilità. (….) Avevo scritto che le contravvenzioni per violazioni del Codice della Strada erano diventate una forma di para-fiscalità. Sono stato accusato di essere un pirata della strada che voleva farla franca.
Si trattava di sudditi contenti di pagare anche le multe più assurde perchè convinti, così, di essere buoni cittadini, mentre erano solo dei grulli. (….) Si chiede Cofrancesco: “A che serve la tassazione generale se non a finanziare i servizi pubblici? Quante volte, invece, paghiamo lo stesso servizio a livello generale, locale, concessorio?”
Ce lo chiediamo anche noi.

