Il Camper del Bresciaoggi ha fatto tappa ad Ospitaletto giovedì scorso. Pubblichiamo l’articolo apparso oggi a firma Francesco Apostoli in cui si sintetizza quanto emerso dalle interviste effettuate.
Ambiente e cementificazione del territorio, viabilità, prostituzione, crisi economica e il difficile rapporto con l’immigrazione. Il mercato di Ospitaletto non delude le aspettative del cronista. In realtà va segnalata fin dall’inizio una sorta di «doppia visione». Chi è nato a Ospitaletto (in maggioranza pensionati) si lamenta e dice che il paese è decisamente peggiorato. Chi si è trasferito qui da poco (per lo più giovani) lo dipinge invece come un comune tranquillo («a volte pure troppo»), «in cui si vive decisamente bene».
Alla faccia della crisi, tra le bancarelle c’è una folla da “vacche grasse” che non delude le attese dei commercianti, sempre e comunque sul piede di guerra. «Siamo il termometro della gente» afferma Carlo Bonaiti, 59 anni, commerciante di biancheria intima. Sulla bancarella spicca un cartello: «prezzi bloccati» c’è scritto. «Applichiamo le stesse tariffe di un anno fa - prosegue Bonaiti -, eppure veniamo sistematicamente individuati dalla televisione come i responsabili dei rincari».
Chiusa la finestra sul mercato, si apre la porta sul paese. E piovono le prime critiche. La signora Aldina, vive in via Vittorio Veneto e, come molti abitanti del luogo, soffre il traffico di mezzi pesanti e le spesse nubi di polvere che, complice l’assenza prolungata di precipitazioni, intossicano i polmoni dei residenti. «Ci sono 3 diversi cantieri - dice -, proprio nelle vicinanze della casa di riposo, stanno costruendo un nuovo insediamento residenziale, ma i camion passano solo per la nostra via. Ci sarebbero altri tre percorsi alternativi. Uno passa proprio davanti alla casa del sindaco, ma è chiuso da una di quelle strisce a righe bianche e rosse. Ci chiediamo se sia possibile aprire anche quella strada in modo da aiutare il deflusso dei mezzi pesanti».
Non mancano lamentele e osservazioni sull’operato dell’amministrazione in carica. «Sono spariti parchi e aree verdi - afferma Lauretta Loda , casalinga di 50 anni -, c’è solo cemento. Si aprono sempre nuovi cantieri. Forse ci si dovrebbe interessare di più ai bisogni della popolazione e meno allo sviluppo industriale».
A questo proposito, però, pare sia in fase di realizzazione una zona verde nella la scuola elementare Canossi, la scuola media e il palazzetto dello sport (il cronista non è di Ospitaletto e si vede, diversamente saprebbe che l’aria già esisteva. In questi giorni si sta solo sistemandola dopo averla lasciata in abbandono negli ultimi sei anni ndr).
Se da un lato la massiccia industrializzazione di Ospitaletto porta lavoro e ricchezza, inevitabilmente si trascina disagi e contraddizioni sul fronte della qualità della vita, dell’aria, della salute, aspetti che i cittadini, sembrano tenere in grande considerazione. «Il territorio è stato sventrato - afferma il signor Piero -, autostrada, traffico e aziende, qui si respira male, senza contare poi i lavori della Tav che toccheranno la frazione di Lovernato».
«Si stava meglio prima - afferma Angelo Zani, pensionato di 68 anni -. Le aziende che si sono trasferite nel nostro comune hanno aumentato il traffico pesante con gravi ricadute sulla viabilità».
Grazie alla tangenziale costruita diversi anni or sono, la circolazione in paese è migliorata, ma i cittadini sentono ancora il problema legato alla questione viabilità e spendono due parole per i parcheggi a pagamento decisamente poco graditi e per i limiti di velocità a detta di molti «creati ad hoc per bersagliarci di multe - dice il signor Giancarlo -. Non capisco come mai sulla strada che conduce dall’uscita della A4 al paese ci sia il limite dei 30 km/h mentre nel centro di Ospitaletto, come in tutti gli altri comuni, si può circolare a 50 km/h».
Due signori invece segnalano la presenza di «un camion fermo da 40 giorni sull’area pedonale di via IV novembre. Abbiamo chiamato la polizia locale, ma nessuno fino ad ora ha fatto nulla per rimuoverlo, d’altra parte di vigili in giro se ne vedono pochi» dicono.
Al centro delle ansie dei cittadini anche le questioni legate alla prostituzione e alla difficile convivenza con la popolazione immigrata. «Le prostitute che sostavano di giorno lungo la circonvallazione sono sparite, ma i viados ci sono ancora e non è un bello spettacolo, soprattutto per le famiglie con bambini» dice il signor Luigi Orizio, pensionato di 68 anni che vive proprio dalle parti di via XXV Aprile.
Tra gli altri c’è anche chi sdrammatizza: «Un motivo per venire a vivere a Ospitaletto? - sghignazza un commerciante dietro al banco - La bionda sotto il cavalcavia!».
Maggiore serietà invece intorno alla questione migratoria, vista come vera e propria invasione da gran parte delle persone. «Girano troppi forestieri, - dice Mario -, viviamo sotto assedio, a mio avviso 2500 sono troppi». In realtà (dato Istat aggiornato al gennaio 2007) i residenti stranieri sono 1268, meno del 10 per cento della popolazione. Il diverso fa paura?
«Posso capire che molte persone non siano abituate, in effetti girando per il paese si vedono tanti stranieri, ma è anche vero che senza di loro molte fabbriche chiuderebbero» sostiene Cristina Zanni, giovane mamma di 26 anni, originaria di Capriolo e, da due anni, residente a Ospitaletto. «Tutto sommato, io qui mi trovo bene, è un bel paese - prosegue - con molti servizi». Da giovane mamma a giovane coppia: «il paese è forse troppo tranquillo, mancano locali e luoghi di svago e la vita costa un po’ troppo, almeno per chi prende mille euro al mese» dicono Francesca Chirulli e Remigio Tronci (rispettivamente cassiera di 20 anni e operaio 27enne) trasferitisi da Jesi un anno fa.
E gli stranieri che dicono? «Io qui vivo bene - afferma Ibrahima Mane, operaio senegalese di 34 anni, da quasi 20 residente a Ospitaletto -. Ho quattro figli che frequentano la scuola, non ho mai ricevuto aiuti, ce la siamo sempre cavata con le nostre forze. Ho passato più di metà della mia vita qui, conosco quasi più l’Italia del Senegal, eppure ho ancora problemi con i documenti».