Scuola: i tanti dubbi sulla riforma Gelmini
Ecco il resoconto del dibattito tenutosi giovedì sulla riforma della scuola.
Serata d’informazione e di riflessione quella di giovedì sera quando, per quasi tre ore, aiutati dal presidente dell’AGE Nazionale, Davide Guarneri, un gruppo di genitori di Ospitaletto ed alcuni paesi limitrofi si sono dedicati a capire come cambierà la scuola e la vita per loro e i propri figli.
Gli organizzatori ( l’Istituto Comprensivo di Ospitaletto, l’AGE di Ospitaletto, l’Associazione Arcangelo di Ospitaletto e il CEPIM Centro Bresciano Down), lungi dal dare una piega politica all’avvenimento, si sono concentrati sulla necessità di fornire una informazione semplice e precisa sulla riforma della scuola che il ministro Gelmini sta portando avanti in modo repentino ed energico.
Poco meno di un centinaio di genitori, alcuni insegnanti e politici locali hanno potuto ascoltare Davide Guarneri che ha fatto una panoramica della situazione attuale senza tralasciare la storia recente della scuola italiana e delle varie riforme che l’hanno portata nelle condizioni in cui si trova.
Distinguendo immediatamente le informazioni che ci arrivano dai giornali rispetto agli articoli del decreto legge proposto, l’attenzione di tutti si è focalizzata su un punto importante: la necessità che qualsiasi intervento sulla scuola debba essere frutto di discussione profonda con tutti i protagonisti, insegnanti e genitori compresi.
Non si è capito bene come questa legge possa soddisfare le condizioni enunciate, tagli e qualità; se è vero che non è detto che investendo più risorse si aumenta la qualità della scuola è pensabile che sia altrettanto vero il contrario.
L’attenzione maggiore si è focalizzata sulla scuola primaria. La proposta dell’insegnate unico parte da una motivazione pedagogica abbastanza debole, dare un unico riferimento al bambino, quando lo stesso già nella propria famiglia si trova abitualmente ad avere a che fare con più figure.
Al di là di questo aspetto, ci sono contraddizioni anche nella possibilità data ai genitori di scegliere per il proprio figlio varie alternative di fasce orarie settimanali, da un minimo di 24 ad un massimo di 40, partendo però dalla dichiarazione che lo stato garantirà solo il pagamento delle 24 ore, il resto è a carico di fatto della comunità locale, della provincia e della regione di appartenenza.
Fino a quando non sarà attivato concretamente il federalismo fiscale, questa scelta data ai genitori appare quanto meno velleitaria, mettendo a rischio il tempo pieno e con ripercussioni sulle famiglie che lo hanno scelto per motivi lavorativi.
Un altro aspetto discusso è quello inerente ai tagli del personale docente, circa 90.000, mentre il personale ATA subirà una diminuzione di circa 43.000 unità. Condividendo la preoccupazione per coloro che saranno espulsi dalla Pubblica Istruzione, è stato chiesto a Guarneri con quale criterio sarà scelto il personale che rimarrà. Anche in questo caso non si hanno risposte chiare, l’iter della legge e il relativo documento di attuazione non lo spiegano, speriamo che nelle prossime settimane ci siano integrazioni e modifiche che sappiano dare risposte a questo e ad altri quesiti.
Nel frattempo come devono muoversi le famiglie? Sicuramente devono fare sapere al ministro Gelmini che ci sono anche loro e che stanno seguendo tutta questa vicenda con molta attenzione.
L’auspicio emerso è che questa riforma redatta in pochi mesi, in perfetta solitudine dai dirigenti del Ministero dell’Istruzione, possa essere un punto di partenza per ridiscutere il sistema scuola, pensando non solo a risparmiare, intenzione legittima e doverosa, ma anche ad investire tramite i figli sul futuro della nazione.
Agli organizzatori - soddisfatti non tanto dalla presenza dei genitori, abbastanza esigua rispetto all’importanza del tema discusso, ma della qualità degli interventi e delle domande fatte - è stato esplicitamente richiesto di preparare nel prossimo futuro un’altra serata, ovviamente nella speranza che il ministero delinei la strategia complessiva della riforma dando quelle risposte che ora non si hanno.
Marco Colombo

