Litigio Prandelli-Scuola: la risposta arrogante del sindaco alle giuste osservazioni del Consiglio d’Istituto
Pubblichiamo a seguire l’articolo del Bresciaoggi del 21.10 a firma Cesare Mariani in cui si riferisce il punto di vista del sindaco sulla questione delle sale della scuola elementare “regalate” alla scuola di danza Ballet Factory.
Non possiamo, però, esimerci dal commentare la vicenda. La decisione del sindaco è stata frutto di miopia politica e arroganza. Se fosse stata condivisa dal consiglio d’istituto sarebbe stato comunque un errore assegnare delle stanze ad una associazione privata.
Domani, chiunque potrà chiedere la stessa cosa, portando come criterio la partecipazione di centinaia di ospitalettesi. Il punto è che questa scuola non fa corsi gratuiti, non è una associazione di volontariato, non devolve gli utili in beneficenza: è una società a scopo di lucro che vuole guadagnare. Ed ora potrà guadagnare di più visto che devono pagare una miseria al comune per l’affitto.
E non si dica che non ci sono luoghi sfitti nel nostro paese perchè c’è solo l’imbarazzo della scelta. Come al solito, insomma, Prandelli usa la scusa dell’urgenza per nascondere un suo atto di imperio che non ha alcuna giustificazione. E non è la prima volta che usa la scuola e i bambini come scudo per decisioni che nessuno ha compreso.
«Trecento bambini, quasi tutti di Ospitaletto, non dovranno rinunciare alle lezioni di danza. Così come non verranno ridotti gli spazi dedicati alle attività didattiche della scuola Canossi». Il sindaco Giorgio Prandelli replica seccamente alle osservazioni del Consiglio d’istituito della elementare Canossi che criticava la decisione di concedere parte del seminterrato dell’edificio alla Ballet factory.
La scuola di ballo, sfrattata dalla sede, se non avesse trovato un nuovo tetto avrebbe dovuto sospendere l’attività. La convenzione di 12 anni con l’associazione era stata ratificata dal Consiglio comunale del 24 settembre. «Abbiamo dato in concessione due locali per complessivi 150 metri quadrati - precisa il sindaco -. Rimane invece a disposizione della scuola la parte centrale del seminterrato, la più grande, per la quale, avendo a disposizione i fondi, si poteva realizzare un’aula magna polifunzionale».
A sentire il sindaco insomma, la convivenza non crea disagi. «Non ci saranno problemi di gestione degli spazi - continua Prandelli -, visto che l’accesso ai locali destinati all’attività di ballo non interferisce in alcun modo con l’attività didattica. Della nostra decisione di dare spazio ad un corso che si rivolge in gran parte ai bambini di Ospitaletto e rischiava di sparire, avevamo informato il preside della Canossi il 15 settembre con una lettera».
Prandelli respinge dunque ogni polemica. «Mi sorprende la presa di posizione del presidente del Consiglio d’istituto. Per quanto ci riguarda, riteniamo di aver agito nel migliore dei modi per salvaguardare da una parte un’attività altamente coinvolgente per i bambini e le famiglie ospitalettesi e, dall’altra, senza influire negativamente sulla fruizione dei locali nelle attività scolastiche.
«Se il consiglio d’istituto - conclude il sindaco - vuole chiedere informazioni più dettagliate su questa operazione non ha che da rivolgersi al preside Danilo Pedretti che era stato prontamente informato su quanto stavamo valutando dopo aver ricevuto la richiesta della Ballet factory».
Ma nonostante le precisazioni il caso sembra tutt’altro che chiuso. Molti genitori continuano a criticare la decisione «calata dall’alto» dell’Amministrazione civica e attendono la prossima seduta del Consiglio d’istituto per riportare la questione all’attenzione dell’organo collegiale


October 21st, 2008 alle 4:11 pm
Che so io la scuola di danza era alla ricerca di un locale da molto tempo. Ebbi modo di sapere di un interesse presunto attorno all’ex biblioteca, successivamente acquistata da un pool di medici. Non sono in grado di capire, quindi, dov’è l’urgenza. Uno sfratto, inoltre, non viene posto in essere da un giorno all’altro ma è frutto generalmente di una locazione terminata per decorrenza dei termini ( 6+6 anni), oppure è dovuto al mancato pagamento dei canoni. Ha ragione il moderatore ad affermare che il consiglio di istituto non avrebbe mai concesso i locali, perchè di fatto, sono stati “tolti” alla libera disponibilità della scuola. Qualcuno ha fatto evidentemente il “Pinocchio” perchè le versioni non coincidono e le rispettive responsabilità dovranno essere accertate. PEr esempio se il comune ha avvertito la direzione didattica, cosa ha risposto la direzione didattica ? Ha dato il suo benestare ? Di norma mi risulta ( almeno questo dovrebbe accadere ) la direzione didattica avrebbe dovuto ricevere un documento dall’amministrazione che le conferiva a suo tempo la responsabilità sui locali e sulla loro gestione ( una sorta di passaggio di consegne in seguito all’edificazione avvenuta). Da quel momento è la scuola, il dirigente Scolastico ed il consiglio di istututo quale espressione di governo della scuola , il responsabile dei locali dell’edificio e non l’amministrazione comunale. Se qualcuno dubita dell’autorevolezza delle mie affermazioni, lo invito a verificare presso la direzione provinciale scolastica ed a porre il quesito direttamente al dott. Giuseppe Colosio. Per rientrare in possesso degli edifici, ora, per farla breve è necessario, entro un anno dallo spoglio richiedere l’intervento della magistratura affinchè reintegri la scuola nel possesso. Vorrà il consiglio di istituto ed il direttore didattico ingiungere alla amministrazione comunale la restituzione dei locali ? Di questo si dovrebbe discutere concretamente nel consiglio di istituto e votare. Perchè non chiediamo ai genitori la loro opinione quando si avrà il modo di informarli sulla triste vicenda e degli spazi negati ai loro figli liberamente ? 2 anni sei mesi e un giorno, per fortuna manca poco…Si salvi chi può.
October 23rd, 2008 alle 10:43 am
Un piccolo consiglio alla società Ballet School. Quando la scuola invocherà ( ci auguriamo tutti) la restituzione dei locali, sappia di richiedere il danno all’amministrazione comunale perchè si è rappresentata come il cosidetto “Falsus procurator”, ovvero il soggetto incompente ad assumere, il ruolo di parte nella trattativa negoziale. A proposito, mi domando, ma verificherò, la ristrutturazione dei locali è iniziata prima o dopo il voto del consiglio comunale ? Anche questo aspetto non è di piccolo conto.
Saluti.
Giulio Incontro
Capogruppo Forza Italia-Verso il Popolo della Libertà.