I sindacati preoccupati per lo scoppio alla Stefana

camvkhqp.jpgLa luce del giorno rende ancora più inquientanti le ferite provocate dall’esplosione avvenuta l’altra notte alla «Stefana» di Ospitaletto. Nell’acciaieria si è sfiorata una tragedia. L’incidente è accaduto alle 23,15, quando una squadra di operai veterani, stava lavorando da poco più di un’ora. L’addetto alla gru che trasporta l’acciaio liquido ha scorto le piccole esplosioni, provocate dalla perdita di gocce di acciaio liquido dal fondo della siviera dove si inseriscono i tubi di azoto e di argon.

Il gruista, delegato sindacale della Fiom, ha subito compreso il pericolo facendo sgombrare i compagni. L’acciaio fuso sfondata la siviera è finito nella fossa provocando il cedimento del tunnel e la combustione dei cavi di alimentazione che ha causato un black out. Poi le esplosioni in serie innescate dl contatto fra acciaio rovente e acqua. Il gruista durante la fuga al buio ha urtato un macchinario ferendosi in modo leggero. È toccato poi alle squadre del 115 bonificare l’ambiente. Un’operazione conclusa alle 8 di ieri.

Per risanare i danni, la produzione subirà uno stop di alcuni giorni. «Fermo restando che spetta alle autorità stabilire dinamica e responsabilità dell’accaduto - osserva Paolo Franzoni della Fiom di Brescia -, va sottolineato che i danni sono stati limitati grazie alla professionalità dei lavori. Per quanto sappiamo il cedimento del fondo refrattario della siviera che ha prodotto la perdita di acciaio fuso. Nell’interesse di tutti, l’indagine accerterà come è successo: quello che è certo e che la vertenza sugli aspetti salariali ma anche e soprattutto sulla formazione e sicurezza sul lavoro hanno prodotto già 30 ore di sciopero.

«L’importanza dell’organico e dell’organizzazione del lavoro - continua Franzoni -, è confermato da questo episodio: la siderurgia richiede lavoratori formati e preparati e manutenzione adeguata ai ritmi dell’impianto. Si è passati da 20 a 30 colate grazie agli investimenti ma il maggiore sfruttamento delle catene produttive richiede una manutenzione costante ed oculata».

In attesa di un’assemblea di fabbrica, ieri i sindacati hanno incontrato i vertici dell’azienda.

Dal Bresciaoggi del 6.11.2008 a firma Giancarlo Chiari

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