Consiglio Comunale: Prandelli ammette il fallimento della società dei servizi.
IL NODO FOCALE del Consiglio è stato lo scioglimento della municipalizzata: «La Legge 133 del 2008 non lascia più spazio a una struttura che avevamo concepito per essere flessibile e, invece, diventa un doppione burocraticamente pesante della struttura comunale - ribadisce il sindaco Giorgio Prandelli -. Abbiamo ancora la fortuna che Ospitaletto Servizi non è una struttura elefantiaca, e possiamo quindi chiuderla senza contraccolpi, neppure economici, considerato che il bilancio chiuderà probabilmente in attivo».
CRITICA LA POSIZIONE di Insieme per Ospitaletto: «La società dei servizi è nata già morta - sottolinea il capogruppo Giovanni Battista Sarnico -. In questi mesi sono aumentate le tariffe a carico dei cittadini, senza raggiungere gli obbiettivi di efficienza, economicità, trasparenza. Si è assistito in un sol giorno alle dimissioni di un consigliere comunale e alla nomina dello stesso a direttore della società, diventando di fatto il luogo per il parcheggio di esponenti politici di maggioranza. A fronte di una totale esclusione del nostro gruppo consiliare dalla condivisione dei suoi principali obiettivi, per protesta abbiamo abbandonato la seduta e abbiamo chiesto la costituzione di una commissione di controllo».
«Abbiamo inoltre espresso parere negativo alla variante al Bilancio 2008 che evidenzia nuove entrate per opere di urbanizzazione per 1,4 milioni di euro e tagli di spesa per la sicurezza, a danno dei cittadini».
Sul piano dell’illuminazione c’è stata invece l’unanimità: «L’approvazione del piano - conclude il sindaco - ci consentirà di accedere ai finanziamenti regionali a fondo perduto per potenziare l’illuminazione pubblica del paese».
Nell’ultima parte del Consiglio comunale di Ospitaletto è andato in scena lo scontro politico sulla chiusura di Ospitaletto Servizi Srl (la società di servizi del Comune), approvata dalla maggioranza e da Luigi Pasini, mentre i consiglieri della lista civica «Insieme per Ospitaletto» lasciavano l’aula prima della votazione.
Dal Bresciaoggi del 14.11.2008

