Il Bresciaoggi sul libro di Giovanni Scolari
Oggi pomeriggio, alle ore 18, alla libreria Rinascita di via Calzavellia 26, Giovanni Scolari presenta il suo libro «L’Italia di Fellini» (Edizioni Sabinae, pp. 302, euro 18). Interverrà l’editore Simone Casavecchia
Federico Fellini è il regista che è diventato sinonimo di fantasia e sogno. Un autore che non è appartenuto a nessuna scuola e movimento, che non ha abbracciato nessuna fede politica o ideologica, fuori dal coro e lontano dal palazzo. Ha rappresentato la «solitudine dei numeri primi» e l’eccezione del genio.
Bene, la scommessa ardita del saggio di Giovanni Scolari è quella di sceglierlo come specula/specchio per leggere in profondità la realtà sociale, politica, antropologica dell’Italia. In altre parole, un «campionissimo» del cinema, incommensurabile e unico, diventa il pretesto per una lettura del tessuto connettivo culturale ad ampio raggio, il che vuol dire anche gusto e costume.
Il cinema è fonte storica primaria ormai riconosciuta, è documento probatorio acclarato, ma la ricerca di Scolari adotta un taglio di sguincio, che la porta dietro le quinte a recuperare aneddoti, notizie, rivelazioni spesso inedite e curiose, che illuminano quegli anni di volta che vanno dal 1950 al 1963, ovvero da «Luci del varietà» a «Otto e mezzo».
È un percorso affascinante alla scoperta di un’Italia provinciale, pronta a spiccare il salto del boom economico, in cui l’avanspettacolo era divertimento popolare e laboratorio di invenzione, il Paese era attraversato da vagabondi e bidonisti, le case di tolleranza, per quanto avversate, facevano parte della formazione, la censura aveva forbici taglienti e i registi dovevano ricorrere anche a «sante alleanze» per fare uscire i loro film. Per fortuna di Fellini, il cardinale Siri era un suo estimatore.
E’ un libro miniera di dati quello di Scolari, anche divertente, un come eravamo che riserva molte sorprese senza mai perdere di vista il profilo umano e artistico del grande regista riminese, che alla fine viene ulteriormente messo a fuoco da otto interviste di amici e collaboratori: Angelo Arpa (gesuita e filosofo) Titta (Luigi) Benzi (amico d’infanzia di Fellini), la bresciana Liliana Betti (segretaria e assistente di produzione) Maddalena Fellini (sorella del regista) Rinaldo Geleng (pittore e amico di Fellini) Tullio Pinelli (sceneggiatore) Lina Wertmuller (regista) Bernardino Zapponi (sceneggiatore e scrittore).
Nino Dolfo sul Bresciaoggi del 26.11.2008


November 30th, 2008 alle 9:45 am
Ma la biblioteca non doveva organizzare qualcosa sul libro? Lo presentano in tutta Italia ma ad Ospitaletto no? Mi chiedo perchè. La Luscia non può svegliarsi?