Come quando fuori piove
Mercoledì ore 11.40, piove molto forte in paese, fuori dalla scuola elementare non c’è un solo parcheggio libero. Tutti i posti sono presi. Dentro le autovetture stanno genitori che leggono libri per ingannare l’attesa, oppure ascoltano le notizie e la musica dettati dalle autoradio.
Sono quasi pieni anche i posti riservati agli handicappati, ma coloro che parcheggiano sfoggiano chiaramente il simbolo arancione motivando giustamente la sosta. I parcheggi vicini sono tutti pieni, le macchine già girano alla ricerca di un posto nelle vicinanze inutilmente. Quando chiude il cantiere prospiciente la scuola, viene divorato anche l’accesso al cantiere stesso.
I parcheggi retrostanti via Zanardelli sono molto affollati, probabilmente di autovetture di residenti poichè non ci sono pedoni e nessuno staziona all’interno dei veicoli là posizionati.
Ore 12.15 Escono i bambini e si scatena l’inferno. Il caos è notevole così come la scomodità dei genitori. Per fortuna, la pioggia si è notevolmente attenuata ed è più facile raggiungere il piazzale d’ingresso, meno brutta l’attesa.
Ore 12.25, la pioggia sta ancor più assottigliandosi. In via Brescia due viados dalle forme innaturalmente ampie, troccheggiano sui loro alti tacchi dopo piccole spese. Infilano un bel Mercedes SLK parcheggiato comodamente sul marciapiede e sgommano via. Loro di certo non pagano tasse.


January 22nd, 2009 alle 1:38 pm
Come una volta, si va a piedi. Sarebbe il caso di dire
Il problema al giorno d’oggi, non è, come quando fuori piove, ma di genitori e nonni che pretendono, se ci fosse la possibilità, di entrare in classe con la macchina a pendere figli o nipoti. Basterebbe ritornare ai vecchi tempi quando si andava a scuola a piedi già alla prima o seconda elementare, parlo dei miei figli naturalmente, perchè io a piedi ai miei tempi andavo all’asilo!! Naturalmente adesso si dirà che sono cambiati i tempi che le strade sono trafficate
che gli zaini o cartelle sono pesanti ecc. ecc. ma di fatto sono i genitori che sono cambiati e sono diventati dei pappemolla(senza offesa, ma nel senso buono) e non permettono ai figli di prendersi le proprie responsabilità e crescono nella bambagia fino all’età del matrimonio, questo almeno per la maggior parte di essi. L’esempio almeno in questo campo, ci viene dato dai bambini extracomunitari che vanno a scuola da soli a piedi o in bici pur essendo giovanissimi.
In conclusione basterebbe poco per risolvere problemi che almeno dal mio punto di vista non mi sembrano gravi, almeno chi può e ha un pò di buona volontà, vada a piedi o in bici a prendere i propri figli a scuola e chi non ha tempo li mandi pure a scuola a piedi o in bici.
Credetemi è tutta una questione di abitudine.
Rammento anche che si cercano volontari per il Piedibus che mi risulta sia in fase di esperimento e per i nonni pensionati sarebbe un’ottima occasione per rendersi utili, invece di stare in piazza tutta mattina a criticare e spettegolare, evitando il caos di macchine e lasciando liberi i parcheggi per i genitori che per vari motivi devono portare i figli a scuola in macchina. Tutto questo naturalmente vale per chi critica l’attuale situazione, a chi invece certe cose non danno fastidio, continui pure a comportarsi come meglio crede, ma non pretenda niente al riguardo.
Per, come quando fuori piove, ricordo he esiste come allora, l’ombrello.
Natale Reboldi