Operazione antidroga: arrestati due fratelli
Due fratelli di Ospitaletto, D.R., 41 anni, impresario edile e R.R., barista di 31 anni, entrambi senza precedenti penali da ieri sono in carcere. Li hanno arrestati i carabinieri dopo aver sequestrato un chilo e 600 grammi di cocaina, a conclusione di settimane di indagini e di pedinamenti, partiti da una segnalazione. «Nel bar gira droga» era stato riferito ai carabinieri di Ospitaletto.
Alle 23 di martedì è scattata l’operazione dei carabinieri di Ospitaletto e di Chiari che hanno perquisito le abitazioni dei due fratelli. In casa del barista sono stati rinvenuti circa 200 grammi di cocaina suddivisi in dosi, materiale per il confezionamento e per il taglio (aumenta quantità e valore dello stupefacente), una bilancina di precisione e un sacchetto con 35 grammi di marijuana. Il tutto nascosto in camera da letto.
Il fatto che la cocaina fosse già suddivisa in piccoli quantitativi induce gli investigatori a pensare che fosse pronta per la cessione. Mentre i ripetuti appostamenti nelle vicinanze del bar di Ospitaletto, che non è stato chiuso, non hanno portato alla scoperta di alcun movimento legato allo spaccio.
IN CASA dell’altro fratello i carabinieri hanno trovato il «grosso» della droga. Un chilo e 400 grammi di cocaina ad alto tasso di purezza, in piccoli panetti da 100-110 grammi, nascosti in una cassaforte a muro.
Questo farebbe pensare agli inquirenti che mentre il barista avrebbe rifornito i clienti, l’impresario edile aveva i contatti con spacciatori intermedi che a loro volta piazzavano la cocaina attraverso i «cavallini».
Di certo c’è che il quantitativo di cocaina è ingente, un valore di mercato di decine di migliaia di euro.
I DUE FRATELLI verranno ora interrogati dal gip per la convalida dell’arresto. Trattandosi di incensurati potrebbero ottenere una misura alternativa al carcere anche se la droga che detenevano è parecchia. I carabinieri cercheranno anche di capire come mai due incensurati siano entrati nel «giro» dello spaccio, e ad un certo livello. Difficoltà economiche?
Attraverso documenti trovati in casa e il traffico dei telefoni cellulari dei due arrestati, carabinieri e procura sperano di poter individuare i clienti e, soprattutto, i fornitori. Certamente i due fratelli erano legati ad una organizzazione capace di far giungere nel Bresciano notevoli quantitativi di coca che in poco tempo venivano «bruciati».

