L’eterno dilemma delle canne al vento
Riceviamo e volentieri pubblichiamo un articolo inviatoci da Alfonso Bordonaro, presidente della associazione culturale Aldo Moro.
Sfogliando fra i libri di Letteratura Italiana del Novecento mi è capitato fra le mani Canne al vento romanzo di Grazia Deledda che tanto mi aveva colpito nel passato. Pubblicato prima a puntate nell’aprile del 1913, dopo qualche mese fu pubblicato in volume.
Il titolo del romanzo più famoso di Grazia Deledda allude al tema profondo della fragilità umana e del dolore dell’esistenza, enfatizzando il rapporto di similitudine tra la condizione delle canne e la vita degli uomini, celebrato già nel titolo del romanzo.
Dopo aver appreso, senza eccesivo stupore, quanto accaduto martedì scorso nel “rispettabile” Consiglio Comunale di Ospitaletto, non ho potuto che ricordare quelle pagine che descrivono in modo appropriato, profondo e puntuale quanto siano fragili gli uomini come canne al vento.
La recita di alcuni consiglieri, percorrendo FEDELMENTE un canovaccio già scritto, non è comunque nuova, ma proprio perché sa di vecchio, di stantìo e di “già visto” non lascia spazio ad alcuna giustificazione e non assolve più nessuno.
Certo il discorso di domenica dell’”omino blu” del Popolo della Libertà ha fatto capire che si vince solo da quella parte. Solo di là ci sono sedie e poltrone. Dall’altra parte della barricata al massimo, forse, sono disponibili confessionali ed inginocchiatoi, più difficili da frequentare avanzando nell’età.
Le fusioni dei partiti, poi, mettono in competizione uomini e donne e i posti sono sempre meno: chi rinuncia per “Dignità” ad un posto o per Coerenza o per Rispetto degli altri ???
Ciò succedeva in passato ad uomini come Moro e Di Vittorio che sapevano mettersi da parte per un bene comune, intendendo, è meglio chiarire il concetto, che andava a favore dei più, sacrificando solo qualcuno o qualcosa. Ma perché scomodare figure ormai così scomode? Oggi questa equazione non solo è caduta in disuso, ma è fortemente criticata e disattesa.
La cosa più importante, anzi fondamentale, è rincorrere il proprio interesse, se poi ciò favorirà anche altri meglio, ma NON E’ PIU’INDISPENSABILE. Il nuovo criterio è diventare più forti oggi, PERSONALMENTE, in termini di potere e visibilità, così DOMANI, si potrà pesare di più nelle scelte e tutelare finalmente anche i più deboli, che però rimarranno sempre tali, anzi “guai se mancano” altrimenti in favore di CHI si faranno le sanguinose battaglie personali ??
Vi rubo un ultimo minuto per richiamare un altro concetto molto ameno che ha attraversato gli ultimi 80 anni della vita politica comunista europea. MARX diceva che il potere doveva passare al proletariato, ma in attesa della sua maturità, doveva essere gestita la “transizione” da un Comitato centrale. I fatti hanno dimostrato che il proletariato non è MAI MATURATO e la dittatura comunista ha imperversato imperterrita.
Oggi la dittatura c’è ?? La comunicazione democratica c’è ?? Mieli del Corriere della Sera è stato eliminato per far posto a De Bortoli, più flessibile e al Sole 24 ore c’è Riotta, il servo del TG di RAI Uno molto “stimato“ a livello nazionale ed internazionale. E allora non preoccupiamoci, pensavamo che il romanzo della Deledda fosse “sorpassato”, vecchio, parto di un mondo che non c’è più ??
Ebbene rallegriamoci, le “Canne al vento” ci sono ancora, anzi sono in aumento, e poiché siamo in un mondo globalizzato chissà che non le possiamo esportare all’estero. Nuovi nani che almeno ci faranno risparmiare nel costo delle sedie che saranno naturalmente di misura adeguata.
Alfonso Bordonaro


April 8th, 2009 alle 11:57 am
Attenzione, il 2001 non è poi così lontano. Ho notato che cominciano a farsi avanti i soliti nomi noti. Chi pentito si cosparge il capo di cenere, chi pubblica articoli sulle “Canne al vento” chi ha smesso di attaccare Prandelli (tanto non si candida più). Cittadini stiamo attenti è già iniziata la nuova campagna elettorale con i soliti nomi che ci incantano a parole, ma dai quali è meglio prendere le distanze e puntare sui giovani che ce ne sono di validi, sia a destra che a sinistra.
April 8th, 2009 alle 5:02 pm
Concordo con ìl sig. REBOLDI. Bisogna sempre stare attenti ed aggiungo, quando qualcuno parla dimenticando i contenuti dell’articolo bisogna sempre domandarsi:
CHI E’, CHI RAPPRESENTA, QUALI INTERESSI MUOVE.
Quando avete dato risposta a queste tre domande avete le idee più chiare. Per quanto mi riguarda io ho già fatto la mia parte in passato come pubblico amministratore, credo che invocare maggiore dignità nella vita pubblica locale e nazionale voglia esprimere solo questo.
Concordo anche sul dare fiducia ai giovani soprattuto quando queste lo si dice in generale non pensando, magari, ai propri figli.
April 9th, 2009 alle 12:06 pm
Il sig. Bordonaro bene ha fatto a invocare maggiore dignità nella vita pubblica locale. Apprendo con piacere che ha già fatto la sua parte come amministratore pubblico in passato e che per dare spazio ai giovani mi auguro sia terminata. Per quanto riguarda le risposte alle tre domande: CHI E’, CHI RAPPRESENTA, QUALI INTERESSI MUOVE, le assicuro che le mie idee sono abbastanza chiare. Noto con piacere che concorda con me sul dare fiducia ai giovani, ma si tranquillizzi, lo dico in generale non pensando assolutamente ai miei filgli, che per fortuna (senza nulla togliere a chi lo fa), non si occupano ne si interessano più di tanto alla politica, hanno cose ben più importanti da fare e a cui pensare!!
Natale Reboldi