I bresciani spreconi
I bresciani consumano più di quanto potrebbero permettersi in base al livello di reddito dichiarato. È quanto emerge da uno studio del Centro Studi sintesi sui dati Bankitalia, Istat, ministero dell’Interno e Prometeia secondo cui la provincia è al 57esimo posto nazionale nell’indice fattoriale di scostamento tra reddito e benessere espresso (consumi) calcolato sui dati del 2007. In pratica Brescia col -0,0239 è la prima delle province con il segno «meno» davanti o se la si vuol leggere in positivo: quella con lo sforamento meno rilevante fra le province italiane.
L’INDICE, che in qualche modo misura anche il tenore di vita delle province, è stato ottenuto dalla media dei valori delle variabili principali considerate (sintesi di 10 basi prestabilite: reddito disponibile, consumi alimentari, consumi energia elettrica, consumo di benzina, percentuale di autovetture di cilindrata superiore ai 2.000 cc, numero di auto immatricolate per 1.000 abitanti, variazione percentuale media degli ultimi tre anni dei depositi, percentuale di abitazioni di pregio su totale abitazioni), e per poter rendere possibile il confronto con la variabile reddito, trasformata in un valore standardizzato.
A livello regionale Brescia è quella che ha il discostamento maggiore (solo Lodi la segue in classifica), a livello nazionale invece sono le città del Sud ad avere le discrepanze maggiori. Tale indice può essere indirettamente assunto anche come misuratore del rischio di evasione fiscale. Da una parte infatti i maggiori consumi possono essere stati finanziati con varie tipologie di credito anche a breve o medio termine, dall’altra è pur vero che la «copertura» di quanto esce dalle possibilità reddituali può essere garantita anche da una somma non dichiarata al fisco, ovvero in nero. Non si tratta quindi di un indicatore diretto di evasione, ma di un indizio.
DI CERTO ciò che balza all’occhio nella graduatoria è che in alcune province i redditi e i livelli di benessere (consumi) vanno di pari passo, mentre in altre la capacità di consumare e il tenore di vita sembrano decisamente superiori o inferiori alle disponibilità.
Per quanto riguarda l’intera provincia di Brescia, il reddito disponibile procapite è di 19.586,5 euro, il consumo di alimentari annuo in euro è di 2.651 euro e quello di energia elettrica di 1.175 kwh procapite. Ogni anno inoltre ogni bresciano consuma 317,2 litri di benzina. Spicca, fra tutti i dati, l’incidenza delle autovetture di cilindrata superiore a 2.000: sono il 10,06% del totale (solo Bolzano ne ha di più: 11,87%). Fra gli altri dati si è registrata una crescita dei depositi negli ultimi tre anni del 24,46%, mentre la percentuale delle abitazioni di pregio sul totale del 6,24%.
La mappa dell’Italia - realizzata sulla base degli indici elaborati - permette di avere un colpo d’occhio generale della situazione. Il Paese appare spaccato più o meno a metà. Congruenza tra redditi e stili di vita si riscontrano nelle province del Nord-Italia e nella dorsale adriatica. Prato, Bologna, Forlì-Cesena, Bolzano, Biella, Cuneo, Siena e Belluno, Rovigo e Genova le 10 province dove addirittura lo stile di vita è sostenuto da elevati redditi pro-capite. Al Centro-Sud, invece, le incongruità sono ben più sensibili. Fanalini di coda della classifica sono soprattutto le province siciliane: Crotone, Caserta e Taranto. Una situazione questa che si può vedere chiaramente nella cartina. Se l’indice di discrepanza reddito/benessere viene assunto come indice di rischio è evidente come la colorazione sia più marcata da Roma in giù, con pochi casi di bassa incidenza ed una diffusa situazione di discostamenti alti.
UNICO CASO eclatante ad Aosta, dove vengono dichiarate più autovetture esistenti dei conducenti necessari a farle circolare. Come se non bastasse i consumi elettrici spiccano rispetto al resto del Paese, così come il possesso di vetture di alta cilindrata. Nella media i consumi alimentari, mentre la capacità di risparmio appare comunque buona. In definitiva, nella provincia di Aosta l’indice di scostamento è il più basso in assoluto di tutta Italia. Sempre in tema di primati Milano è la città dove il reddito procapite disponibile in euro è più alto, con 24.106,1 euro seguita da Biella (23.431) e Bologna (23.296). I consumi alimentari sono particolarmente alti in Liguria dove troviamo le prime tre città al top in Italia: si tratta di Savona con 3.252 euro, Imperia con 3.248 euro e Genova con 3.183 euro, seguite da Milano (3.021). Consumi di energia elevati ad Aosta (1.455 kwh pro capite) seguita da Roma e Grosseto alla pari con 1.310 kwh, mentre il litri di benzia procapite più alti si registrano a Aosta (579,3), Pistoia (496,9) e Gorizia (482,8). Nelle grandi città si registrano le maggiori immatricolazioni di auto (ogni mille abitanti): 87,80 a Roma, 76,04 a Firenze, 61,34 a Torino. Le città dove sono cresciuti maggiormente i risparmi (espressi dalla variazione media percentuale sui depositi) sono Reggio Emilia (49,87%), Trieste (41,40%) e Verona (36,44%). Infine, fra i dati più rilevanti, la presenza di abitazioni di pregio: il 21,7% a Lodi, il 19,30% a Modena ed il 18,93% a Pavia.
Il consuntivo finale vede fra le città «virtuose» Prato al primo posto con un indice dell’1,1656 seguita da Bologna con un 1,1645 e Forlì-Cesena con un 1,1498. In fondo ci sono Aosta con -1,9692, Ragusa (-1,3837) e Siracusa (-1,3363).
dal Bresciaoggi del 3.6.2009

