Elezioni provinciali: l’analisi del voto

stemma_provincia_brescia.jpgViene ampiamente confermata, come tutto lasciava credere, la larghissima vittoria al primo turno del candidato del centro destra Molgora. Troppo ampio il divario, troppo forte la maggioranza, troppo divisa e contraddittoria l’opposizione di centro sinistra per cambiare la situazione. Vediamo, però, come è andata ad Ospitaletto.

La Lega si conferma primo partito con il 29,59%, la stessa percentuale delle europee, raddoppiando i voti rispetto alle ultime provinciali in cui si era candidato, non dimentichiamolo, il sindaco in carica Prandelli. A dimostrazione di come il sindaco non goda di una stima incondizionata anche dalla sua stessa parte politica.

A seguire arriva il PDL che raggiunge il 24,65%. Il risultato è deludente poichè vede in calo il partito di due punti rispetto alle europee, pegno pagato da Mena per le lotte intestine che hanno visto la spaccatura in due di Forza Italia. Calo anche rispetto alle provinciali scorse dove FI  e AN avevano fatto il 25% nonostante fossero, anche il quel caso, rotte in due e dovessero scontare il successo personale di Bonomi con l’Udc che allora superò il 10%.

Tuttavia questo dato conferma l’ascesa della Lega e pone una pesante ipoteca sul futuro candidato sindaco che, visti i numeri, potrebbe essere giustamente richiesto dal partito di Bossi.

Il PD, invece, riprende fiato riguadagnando due punti sulle europee, assestandosi al 23%. Il risultato è ancora più favorevole se si guarda alle provinciali passate quando Margherita e DS sfiorarono appena il 20%. Da qua deve ripartire il centrosinistra se vuole in qualche modo ribaltare la situazione. La passività del partito, però, in mezzo alla cittadinanza rende difficile rimontare un quadro politico ampiamente a favore del centrodestra.

L’Italia dei valori non sfonda rimanendo al 4,77, mentre l’UDC incassa un mediocre risultato con il 4,31%. Ciò significa che non solo non paga, presso l’elettorato bresciano, la scelta di correre da soli, ma anche che il silenzio del partito. L’assessorato di Floris è invisibile, in termini politici per l’Udc che appare assente dalle scelte determinanti per il paese.

La sinistra estrema continua ad essere assolutamente marginale. I suoi voti non superano la soglia del 4%. Solo cinque anni fa raggiungevano il 10%, ora è disunita e senza identità.

Riepilogando vince Abrami, e con lui Prandelli che furbescamente non si è candidato, perde Mena e la linea Incontro (ma perdono anche i “furbi” che non l’hanno votato perchè hanno indebolito notevolmente il partito), regge il PD anche se il divario con il centrodestra resta immenso. Perde la passività dell’Udc e subiscono un’altra bruttissima sconfitta i neocomunisti.

3 Commenti to “Elezioni provinciali: l’analisi del voto”

  1. Forzanovista:

    Analisi condivisbile, tuttavia sarebbe opportuno (lo si prenda come uno spassionato consiglio) citare anche i partiti minori, come Forza Nuova, Lega Lombardo-Veneta, Lombardia autonoma, Io non voto la provincia etc.

  2. giulio incontro:

    Un’analisi lucida e precisa. Lo riconosco. Non condivido un passaggio però, ovvero quello nel quale afferma che la linea Incontro ha perso ? La sua sa di provocazione nella speranza che il sottoscritto alimenti la discussione e si impenni l’audience e con loro chi mi “ama” che colgo l’occasione per salutare amichevolmente. Oggi, ma solo oggi, la voglio accontentare e rilancio con una domanda che non avrà seguito da parte mia perchè il sottoscritto deve dare risposte politiche nelle sedi opportune, sul blog è opportuno, ho pensato da tempo, che si cimentino i cittadini/lettori: se non fosse stato candidato un concittadino di Ospitaletto noto come Mena crede che il PDL avrebbe preso più voti ? La Lega ne avrebbe preso di meno ? ( non dimentichiamo che Abrami è di Ospitaletto). In ordine alla rottura di Forza Italia.: le beghe interne hanno spostato 40 voti in direzione Abrami-Prandelli ( il divario tra le europee e le provinciali è di 80 voti circa (spostarne 40 da una parte significa fare arretrare di 80 il proprio schieramento). Questi voti, io credo, non solo non hanno fatto eleggere Abrami e sono risultati ininfluenti ma hanno reso chiaro la differenza che corre tra essere uomini/donne di partito che possono vincere e perdere, fare bene e fare male purché nel quadro di valori alti e condivisi all’interno del proprio partito, rispetto ad altre valutazioni e comportamenti il cui giudizio non voglio dare. Lei li ha chiamati “furbi”, io non ci riesco. Credo solo che se qualcosa è andato per il verso sbagliato la responsabilità è ancora mia che non sono stato in grado di far comprendere agli amici cosa potesse significare essere gruppo unito e coeso. Appropriarsi del proprio futuro e costruirsi una casa politica dalle fondamenta solide e robuste. Oggi è stato candidato Mena, in un partito unito e coeso la medesima cosa avrebbe potuto accadere a qualcun altro in un autentico gioco di squadra tra assessori di primo piano nel panorama politico locale. La Lega Nord da questo punto di vista ha raccolto i voti che sono il frutto della capacità di Prandelli di tenere unito e coeso il partito. Vero che essere Sindaco non è come non esserlo. Gli argomenti di Incontro sono deboli rispetto a quelli che può offrire un Sindaco. Comunque sia complimenti ad Abrami e Mena per l’impegno profuso e grazie ai cittadini per aver votato per noi e per aver fatto vincere la coalizione del Presidente Molgora. Di questo ne siamo molto felici.

  3. Natale Reboldi:

    Devo ammettere che questo Sig. Giulio Incontro ne ha di coraggio! Non condivide l’analisi del moderatore in cu dice: che la linea Incontro ha perso, ma mi domando, ha vinto? L’unica cosa giusta che dice è che tanti elettori non “furbi”, ma intelligenti aggiungo io, hanno votato la Lega dopo i disastri da lui combinati nel suo gruppo e che finalmente ammette di essere l’unico responsabile nel quale ha coinvolto anche Mena che ha pagato in preferenze di voto. Si ricordi Sig. Incontro che noi della Lega non dimentichiamo tanto facilmente tutti gli insulti rivolti al Sindaco e alla sua amministrazione in questi ultimi anni e alla prossime amministrative ne terremo conto e ne pagherà le conseguenze, anche se continuerà a cospargersi il capo di cenere ricordi che: chi fà male trova male.
    Serena giornata.
    Natale Reboldi

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