Prodotti cancerogeni nella discarica di Castegnato
Segnaliamo questo articolo del Bresciaoggi a firma Cesare Mariani per sollecitare una riflessione sulle discariche. Il problema è ancora attuale ad Ospitaletto sia perchè la Vallosa e Bosco Sella non si possono definire completamente sicure e senza effetti sulla salute dei cittadini, sia per il rischio che altre vengano aperte in prossimità del nostro territorio come, appunto, quella della Pianera.
Una lunga lista di inquinanti, e la conclusione che le acque di falda, a valle dell’ex discarica Pianera, nel territorio di Castegnato, sono contaminate.
Un inquinamento dovuto «alla presenza di sostanze cancerogene quali Benzene, Tricloroetilene, Tetracloroetilene e Cloruro di vinile», come si legge in un documento sulla situazione al 24 aprile, inviato dal ministero dell’Ambiente al Comune di Castegnato e agli altri enti competenti.
L’AREA DELL’EX DISCARICA, classificata come sito di bonifica di interesse nazionale di «Brescia-Caffaro», era stata oggetto dell’ennesimo monitoraggio in febbraio, quando il Dipartimento di Brescia dell’Arpa Lombardia aveva comunicato al ministero di «aver riscontrato il superamento, nelle acque di falda emunte dai piezometri di valle dell’area della ex discarica Pianera, delle concentrazioni soglia di contaminazione per i parametri Tricloroetilene, Tetracloroetilene, Cloruro di vinile, Dicloropropano, Benzene e Monoclorobenzene (tutte sostanze cancerogene)».
L’Arpa di Brescia aveva già segnalato al Comune, a causa del permanere della presenza di solventi clorurati «l’urgente necessità di realizzare tre nuovi piezometri indicandone la relativa ubicazione».
Il piezometro è uno strumento di misurazione che non risolve certo il problema dell’ex Pianera, discarica che occupa una superficie di circa 30 mila metri quadrati ed è di proprietà del Comune dai tempi dell’Amministrazione guidata da Lorenzo Vimercati.
«È stata la nostra Amministrazione a sollecitare l’intervento dell’Arpa e alla fine del 2008, prendendo atto dei riscontri animali, abbiamo messo in funzione sei piezometri per monitorare l’area con maggiore attenzione - sottolinea il sindaco di Castegnato Giuseppe Orizio, appena letto per il secondo mandato -. L’inquinamento non è da sottovalutare, anche se la falda interessata è tra 15 e 27 metri, lontana dai 100 metri dei pozzi».
PER RISOLVERE IL PROBLEMA, il Comune aveva proposto al ministero la copertura con cemento e la realizzazione di canali di scolo: «Abbiamo presentato questa soluzione per tre volte ed è sempre stata bocciata - spiega Orizio -. Ci piacerebbe sapere cosa possiamo fare per affrontare la situazione, che coinvolge anche Ospitaletto, Travagliato e Roncadelle».
«Questa situazione è sotto oseervazione dal 2001. Tutti sono a conoscenza del pericolo, ma non è stato fatto assolutamente nulla - sottolinea Silvio Parzanini di Legambiente Franciacorta -. Il Comune deve intervenire al più presto mettendo in sicurezza questa bomba ecologica, che non è la sola nella zona, se pensiamo al Pianerino e alla Vallosa di Passirano». Legambiente minaccia un esposto alla Procura se non ci saranno interventi significativi in tempi brevi.

