I risultati delle elezioni europee di Ospitaletto sono arrivati. Il primo dato riguarda la percentuale finale dei votanti che si è attestata al 73,07%, ben quattro punti in meno del 2004 con un calo numerico di oltre 200 persone. Un dato che fa riflettere se si considera l’aumento della popolazione in questi anni. E’ da aggiungere, però, che c’è stato un netto calo anche delle schede bianche e nulle. Ciò significa che la protesta si è espressa con la semplice astensione.
Come da previsioni, la Lega Nord ha sfondato anche qua diventando ufficialmente il primo partito di Ospitaletto. La percentuale è stata del 29,61% con un progresso di 9 punti e mezzo rispetto al 2004 e del 2,5% rispetto allo scorso anno. Il risultato è decisamente buono, ma sempre minore rispetto ad altri comuni dove la Lega guida il comune.
I voti guadagnati dalla Lega, sono stati persi, invece, dal PDL che abbandona la primazia politica a favore degli alleati scendendo al 26,3%, due punti e mezzo meno delle politiche del 2008.
Confermando il dato nazionale anche il PD ha avuto una forte flessione, quantificabile intorno al cinque per cento. Un dato che va sommato alla parziale affermazione di Di Pietro che ha aumentato i consensi in misura inferiore alla media nazionale, solo il due per cento in più. Una buona performance, ma non tale da farlo affermare pienamente come soggetto politico in paese.
L’UDC tiene, poichè la percentuale di voto è praticamente identica allo scorso anno, tuttavia manca il progresso tipico del partito nel Sud. La sinistra estrema, invece, conferma la sua totale marginalità ad Ospitaletto. Tutte insieme, le tre liste fanno il 4,77%, con un progresso di solo un punto percentuale. All’interno di questi tre raggruppamenti, però, ci sono anche i socialisti e altre forze che non sono proprio assimilabili alle istanze di Ferrero e Diliberto. Quindi, difficile dare un peso oggettivo al voto che li vede ancora ai margini della scena politica.
Rimangono poi altre liste, quali la Lista Bonino che ottiene un lusinghiero, quanto inutile, 1,76% e le liste di destra che fanno appena l’uno per cento. Il raggruppamento che metteva insieme gli autonomisti siciliani di Lombardo e la Destra di Storace è andato invece molto male, facendo appena lo 0,85%. Probabilmente, l’annacquamento del simbolo di Storace ha fatto perdere sia voti che visibilità.
Complessivamente resta confermato il dato che vede da ormai 10 anni il centrodestra attestato su percentuali che vanno dal 57 al 61% (se si considera anche l’Udc di Casini) e le minoranze sul 39-43.
Nelle valutazioni locali si possono leggere questi numeri in modo rovesciato. Da una parte si può considerare come la popolazione confermi il suo sostegno all’operato del sindaco attraverso queste valutazioni. Dall’altro punto di vista si potrebbe dire, invece, che a differenza di altri paesi, l’operato di Prandelli non paga.
La realtà è che in questa tornata di voto ha contato solo l’appeal dei leader nazionali. I numeri sono solo una base per la discussione, ma niente di più.