Ecco i motivi della condanna del comune sulle delibere per l’iscrizione anagrafica

Il riconoscimento del diritto al cittadino liberiano Kennedy During di ottenere la residenza dal Comune di Ospitaletto; l’ordine al Comune di «rimuovere o modificare» le delibere del sindaco Giorgio Prandelli - numero 25 dell’11 febbraio e 30 dell’8 marzo 2009 - che regolamentano l’iscrizione anagrafica; la condanna del Comune al pagamento delle spese e degli oneri processuali per complessivi 2.100 euro.

Questo ha deciso il Tribunale di Brescia, con la sentenza firmata dal giudice Alessandra Ramon, che ha dato ragione al giovane liberiano, che lavora ad Ospitaletto in un’azienda del Gruppo Sabaf e, nel gennaio scorso, aveva presentato la domanda di residenza.

Kennedy During è in Italia dal 2002 con un permesso di protezione sussidiaria e abitava a Brescia. Poi la decisione di trasferirsi nel paese dove lavora e l’avvio delle pratiche all’anagrafe di Ospitaletto il 9 gennaio scorso: «La richiesta di residenza è stata però sospesa il 16 febbraio, in attesa che Kennedy producesse la lunga serie di documenti richiesti dal Comune - spiega Clemente Elia, dello sportello rifugiati della Cgil -. La serie di adempimenti era piuttosto lunga e tra questi: la dichiarazione dei redditi, il certificato di agibilità dell’appartamento, la copia in originale, tradotta e legalizzata dall’ambasciata italiana in Liberia, del corrispondente certificato del casellario giudiziale del Paese di provenienza. Quest’ultima richiesta non è prevista per i cittadini italiani e non poteva essere soddisfatta perché, per questioni di sicurezza personale, Kennedy non può tornare in Liberia».

Da qui il ricorso presentato da During con l’Associazione studi giuridici sull’immigrazione e il sostegno della Cgil. Kennedy ha accolto la sentenza con soddisfazione: «In Liberia hanno ucciso mio padre e non posso tornare. Con questa sentenza - ha spiegato in inglese, con l’aiuto di un interprete - viene riconosciuto un diritto di uguaglianza». L’ufficio legale della Cgil sta intanto monitorando la provincia perché ritiene che «esistoano altri casi simili, frutto di delibere-fotocopia di quella di Ospitaletto».

Un commento to “Ecco i motivi della condanna del comune sulle delibere per l’iscrizione anagrafica”

  1. Roberto:

    Quando ho letto delle documentazioni richieste agli extracomunitari che richiedono la residenza mi sono chiesto: Ma davvero pensiamo che uno straniero se ha condanne penali o se è immigrato clandestinamente o se ha intenzione di svolgere attività illecite voglia mettersi in regola richiedendo la residenza? Non sarebbe più facile per lui abitare presso un connazionale senza registrarsi? Evidentemente sono un ingenuo a pensare che chi vuole delinquere preferisca farlo anonimamente e senza farsi rintracciare…

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