Non c’è solo il dialetto da proteggere

images2.jpgLa Lega Nord sta, in questo momento, puntando forte sull’inserimento del dialetto nella scuola. L’obiettivo è recuperare le nobili origini del popolo padano, compresa la “lingua” reale che esso esprime.

Lasciamo da parte le semplici obiezioni che si possono muovere a quest’idea: il dialetto non si può insegnare se non c’è una tradizione familiare che lo trasmetta; volerlo imporre a scuola è solo un’idiozia. Inoltre, quale dialetto bresciano va insegnato? Quello della bassa? O quello delle valli? E quale valle, poi? E chi decide chi insegna e qual è il programma? Forse, Bossi intende fare un concorso come miss Padania.

Tuttavia, il desiderio di conservare la memoria delle nostre origini è una cosa sacrosanta ed uno dei punti più validi del programma leghista. E quindi non è da rigettare se non per la forma rozza con cui è stato esposto.

Noi, però, andiamo oltre e vorremmo che la Lega e i partiti che governano la Lombardia da molti anni (centrosinistra compreso, in tanti paesi e capoluoghi) abbracciassero compiutamente questa idea.

Questo significa che le cascine del 500/600 che sono state distrutte a decine negli ultimi anni dovrebbero essere recuperate. Invece, ci si gira dall’altra parte, finendo sempre per credere alla patetica scusa di imprenditori senza scrupoli che tranquillamente riferiscono che il maltempo ha fatto cadere la cascina. Significa che i palazzi antichi, ora residence costosi, devono essere protetti da manipolazioni e devastazioni.

Cosa è successo, infatti,  al Gardellone ad Ospitaletto? Come mai nessuna anima bella leghista si è indignata alla distruzione di una delle ultime tracce del nostro passato contadino? Non era un simbolo anche quello? 

Il dialetto è solo una parte della tradizione. C’è anche il rispetto per l’antico mondo contadino di questo paese anche se non abbiamo più contadini. C’è anche il recupero del centro storico, invece di dare il via libera a condomini agghiaccianti ed incomprensibili, esiste pure una memoria da recuperare senza strumentalizzazioni. Certo, chi viene da Castegnato e vede Ospitaletto solo con l’ottica delle possibilitù edilizie, non può parlare.

E perchè nessuno contesta quando si assiste alla cementificazione della Franciacorta? Si potrebbe dire, parafrasando un’antica pubblicità: FRANCIACORTA, DOVE NON C’E’ VIGNA, C’E’ CASA.

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Un commento to “Non c’è solo il dialetto da proteggere”

  1. Fabio:

    Concordo in toto con quanto scritto. C’è qualcuno che, illuso dai cartelli in dialetto, nn vede come i veri interessi della Lega sono legati al mattone.

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