Iva illegittima sulla Tassa rifiuti? Il comune deve rimborsare i soldi ai cittadini? Ecco come fare!

images.jpgLe Jene ci hanno preceduto solo di qualche giorno. Mentre noi avevamo già impostato il post che state leggendo ora, il famoso programma di Italia 1 parlava di questo argomento, svelando agli italiani che una sentenza della Corte Costituzionale aveva dichiarato illegittimo l’Iva sulla tassa dei rifiuti applicata in molti comuni, compreso Ospitaletto.

Cosa significa? Significa che il comune di Ospitaletto potrebbe aver prelevato ingiustamente una parte della tassa. Cosa fare? Inoltrare la domanda di rimborso (alcune persone, ci risulta, lo hanno già fatto)!

Ecco i contenuti della sentenza in un post che noi mettiamo in coda. Attraverso questo sito, ma certamente anche grazie a tutte le associazioni di consumatori presenti in Italia potete scaricare il modulo che potrebbe farvi rimborsare una bella cifretta.

Possibile che prandelli non ci abbia proprio pensato? Non dovrebbe un comune provvedere senza far aspettare i cittadini o almeno spiegare i tempi in cui rimborserà? Giova ricordare che nel consiglio comunale di un mese fa circa già si è parlato della questione ed il sindaco ha preso tempo senza rispondere alle domande dell’opposizione.

Mah….

 Tia (tassa igiene ambientale) e Tarsu (Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani) sono da considerarsi ufficialmente dei tributi. Questa, che a primo acchito sembra un’ovvietà, è una realtà scaturita dalla recente sentenza della Corte Costituzionale che a luglio ha risolto il dubbio se considerare Tia e Tarsu tributi o servizi.

La distinzione non è di poco conto: in quanto tributo infatti Tia e Tarsu non possono essere oggetto di Iva e quindi le aziende che hanno emesso bollette con l’aggiunta di questa maggiorazione saranno tenute ai rimborsi.
 
La Corte Costituzionale sostiene che tale natura di tributo possa desumersi da alcuni elementi inequivocabili, come ad esempio la doverosità della prestazione che caratterizza la normativa atta a disciplinare i prelievi, l’assenza di un rapporto sinallagmatico (vale a dire di reciprocità) tra le parti, e il collegamento della prestazione pubblica a un presupposto economico rilevante.

In termini numerici in tutta Italia ci sono ben 15 milioni di famiglie che dovranno fare ricorso per ottenere il rimborso del 10% dell’Iva non dovuta e versata negli ultimi dieci anni.

Soddisfazione  per la sentenza è stata espressa dal presidente nazionale dell’associazione consumatori Udicon Denis Nesci: “Ci siamo battuti a lungo per questa sentenza che rende giustizia di ciò che dicevamo da tempo. Ora saremo al fianco dei consumatori per presentare i ricorsi”.

L’Unione per la Difesa dei Consumatori, come sempre, è a completa disposizione per qualunque tipo di informazione attraverso il numero verde 800.305.503 e l’indirizzo e-mail info@udicon.org.

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