Il resoconto della riunione del 9 novembre: la drammatica situazione di molte famiglie durante la crisi economica.

100_1350.jpgRiceviamo e volentieri pubblichiamo il resoconto della riunione di lunedì 9 novembre, ad opera di Giorgia Boragini Ringraziamo la signora del contributo che ci ha inviato, invitando tutti coloro che volessero imitarla a corrispondere con noi e i nostri lettori. Sarebbe un bel modo di vivacizzare ulteriormente il nostro sito.

Desidero fare qualche riflessione sull’incontro di lunedì 9 novembre, organizzato dal gruppo consiliare Insieme per Ospitaletto, per parlare della crisi economica,  in particolare,  con i rappresentanti sindacali che operano presso le imprese locali.

Ascoltando gli interventi si è toccato con mano una realtà che  in maniera insistente occupa le prime pagine dei giornali e i pensieri di tante, troppe persone. 

Nelle  testimonianze offerte, mi è sembrato di scorgere un filo conduttore: l’ansia, la rabbia, in alcuni casi la rassegnazione, per la progressiva perdita dei diritti. In questo momento si assiste al fatto che i diritti sono resi sempre più incerti e precari dalla crisi.

eggiorando la situazione, aumentano le persone disposte a lavorare accettando condizioni sempre meno favorevoli. Sembra che si sia innescato un pericoloso gioco al ribasso. L’impressione che personalmente  traggo è quella del rischio di involuzione complessiva della società, perché i diritti si riducono,  le aziende navigano a vista,  i quaranta - cinquantenni che avevano un lavoro si trovano in cassa integrazione, o finiscono con l’essere licenziati con nessuna prospettiva, incrementando il numero di chi è pronto a giocare al ribasso.  

I giovani (molto spesso, in realtà, ultratrentenni) hanno avuto sino a questo momento solo contratti atipici e precari e si trovano ora senza lavoro e  privi di ogni tutela. Purtroppo, dunque,  ci sono anche i presupposti perché si apra un pericoloso “conflitto” di interessi fra chi, bene o male, ha una qualche forma di  tutela e chi non ne ha alcuna.

Il panorama che emerge nella realtà locale è quindi fatto di massiccio ricorso alla cassa integrazione (con tutto quello che ne consegue in termini di incertezza e di contrazione del reddito), del mancato rinnovo di interinali ed atipici, di difficoltà ad accedere a servizi fondamentali come l’asilo per i bambini, dato l’impatto delle rette su stipendi improvvisamente molto più magri.

Anche a livello locale, la politica è interpellata da queste situazioni, pur nella difficoltà di dare risposte significative per la complessità e la pervasività della crisi, cui si accompagna la limitatezza delle risorse pubbliche. Durante la serata emergono anche alcune proposte.

Si parla di rimodulare le tariffe dei servizi e di veri e propri contributi economici. Una possibilità già oggi praticabile per i lavoratori è quella di  fare domanda per il voucher provinciale per i cassaintegrati (c’è tempo fino al 20 novembre).

Quest’ultima misura, in particolare, appare tuttavia di entità minima, anche per il limitato numero di lavoratori che potrebbe investire. Forse sarebbe opportuno che l’Ente locale si facesse carico di integrare questo contributo con propri fondi, sia per aumentare la platea degli aventi diritto, sia per aumentare l’importo del contributo.

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Un commento to “Il resoconto della riunione del 9 novembre: la drammatica situazione di molte famiglie durante la crisi economica.”

  1. stefano:

    Ringraziando la sig.ra Giorgia Boragini prendo l’occasione per sottolineare la gravità della situazione e della congiuntura economica.
    Purtoppo la crisi è a livello mondiale ed il rischio che ognuno pensi per se stesso è diventato concreto.
    Mi spiace molto che, a livello nazionale, il messaggio multimediale è che “la crisi è passata e siamo in una fase debole di ripresa” (bisogna però chiederlo alle famiglie in difficoltà o alle PMI se è veramente così).
    Anche la situazione a livello comunale non cambia.
    Sono passati pochi mesi quando il sig. Manenti dell’attuale maggioranza dichiarava che da una sua analisi fatta ad alcune società operanti a livello comunale appariva evidente che ad Ospitaletto non c’erano situazioni a rischio per i lavoratori (di persone ne incontro parecchie per il paese ed il tema della situazione economica di molte famiglie ospitalettesi è ricorrente).
    Era stato proposto dalle minoranza un fondo di circa centomilaeuro a sostegno delle famiglie ospitalettesi in difficoltà economica (soldi reperiti da tagli degli stipendi della giunta comunale per esempio).
    Purtroppo questa proposta egoisticamente è stata bocciata appunto perchè qualcuno pensa solo ai propri interessi.
    Agli assessori fa comodo ricevere il doppio stipendio (del proprio lavoro e dell’assessorato), il sindaco ha fatto “il salto” ed adesso è’ assessore in provincia all’edilizia scolastica se non mi sbaglio, oltre alle proprie attività imprenditoriali legate al mondo dell’edilizia (non ci sarà un conflitto d’interessi?).
    Sicuramente la situazione ha creato uno squilibrio della società moderna: chi ha i soldi ne riesce ad accumulare sempre di più (maggior trattativa, maggior margini, operai che si fanno concorrenza al ribasso, impiegati e tecnici che rinunciano alle loro competenze ed ai loro diritti pur di portare in casa un minimo di reddito), mentre chi non ha lavoro, chi non ha tutela, sta passando un momento veramente difficile.
    In tutti i settori segni di ripresa non ci sono: l’edilizia, dopo anni di bolla speculativa, giustamente è ferma, il settore dei veicoli, se dal primo di gennaio 2010 non verranno confermati gli incentivi, sarà di nuovo un disastro, il debito pubblico avanza, la qualità dei servizi alla persona è calato notevolmente (scuola, sanità, poste, diritti lavorativi).
    Se non verrà fatto qualcosa di veramente innovato e riformatore dall’attuale governo e dai grandi della terra, dubito che ne usciremo velocemente da questa congiuttura economica.
    Quello che mi rattrista è che in televisione chi ci governa continua a sostenere che la crisi è terminata, ma chi lavora, chi è disoccupato, chi non riesce a trovarre un posto di lavoro (la maggior parte delle persone) sa che non è così.
    Questo falso ottimismo sembra essere una presa per il culo (concedetemi il termine) per chi non riesce proprio ad arrivare a fine mese.
    Questa è una provocazione per accentuare il dibattito: quello che sta accadendo è forse il fallimento della società moderna basata solo sul consumismo?
    Fiducioso, ringrazio ancora la sig.ra Giorgia per la relazione dell’incontro.
    Buona giornata a tutti
    Stefano

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