Arrestato per aver ingoiato droga
Stava male da morire e piuttosto che rischiare la vita ha preferito andare in ospedale. È ricorso alle cure mediche anche se sapeva a cosa andava incontro, sapeva che le manette non avrebbero tardato a scattare ai suoi polsi non appena v arcato l’ingresso di un pronto soccorso e non appena i medici si fossero resi conto di quello che aveva nell’addome. E così è stato. In cella con l’accusa di traffico di droga l’altra sera è finito un corriere ghanese.
AL PRONTO SOCCORSO dell’ospedale S. Orsola poco prima della mezzanotte si è presentato un cittadino ghanese, E.B. di 26 anni, residente a Ospitaletto e in regola con il permesso di soggiorno. L’uomo aveva dolori lancinanti all’addome. Non un’appendicite, non una colica epatica, la dignosi se l’era fatta da solo. E ha messo subito al corrente il medico sulla situazione e sul rischio che stava correndo: «Ho ingerito della sostanza stupefacente».
I medici sono subito entrati in azione, il paziente è stato portato im radiologia e una lastra ha permesso di immoratle la presenza di numerosi corpi estranei nell’addome. L’uomo è stato avviato in sala operatoria e i corpi estranei sono stati rimossi chirurgicamente. Il bisturi ha permesso di recuperare 17 ovuli, sigillati e protetti con del nastro adesivo colorato. Gli ovuli erano intatti, non c’era, fortunatamente, per il corriere, alcuna perdita di sostanza.
IL RISCHIO, in questi casi, è infatti che il contenitore si rompa e il portatore potrebbe morire per overdose di droga.
Dopo l’operazione chirurgica il ghanese è stato portato in reparto e arrestato per traffico di sostanza stupefacenti. Il 26enne è piantonato dagli agenti di polizia.
Gli ovuli sono stati sequestrati e analizzati dal laboratorio di polizia scientifica della questura. Gli esperti hanno accertato che i diciassette ovuli erano imbottiti di cocaina. Il ghanese aveva portato a Brescia all’incirca tre etti di coca. Il giovane, lo ha spiegato lui stesso al medico che l’ha assistito, era appena rientrato dall’Olanda.
Non un viaggio di piacere, ma un viaggio d’affari. Ma un viaggo per conto di chi? È a questo punto che sono entrati in azione gli investigatori della squadra Mobile di BRescia. Trattandosi di un quantitativo non indifferente di droga gli investigatori devono cercare di stabilire se il ghanese lavorava da solo o se sia legato a un’organizzazione. Dovrà essere ricostruito il viaggio del corriere, ricostruito l’intero percorso e il mezzo utilizzato. Gli investigatori sono anche alla ricerca di eventuali appoggi logistici di cui può aver usufruito il giovane ghanese. Da individuare anche i contatti avuti in Olanda e i contatti a Brescia.
PER ORA IL 28ENNE, corriere a rischio del traffico di droga, resta piantonato nel reparto di degenza. Le sue condizioni non concedono il trasferimento in carcere. Ma appena si sarà ristabilito il ghanese finirà in una cella di Canton Mombello, dove dovrà rispondere all’autorità giudiziaria del pesante reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.
Bresciaoggi del 27.11.2009

