Contro la discarica di Bosco Stella si schierano i sindaci
Pubblichiamo l’articolo del Bresciaoggi chiedendoci e chiedendovi come mai, nonostante la regione e quasi tutti i consigli provinciali della Lombardia siano in mano al centrodestra, non sia possibile fermare una decisione della regione così poco condivisibile.
Nella lotta fratricida tra Provincia e Regione sul piano provinciale rifiuti, i sindaci dei territori più vulnerabili a nuove discariche e impianti di trattamento fanno sentire la loro voce, con una richiesta alla Provincia di proseguire l’impegno a difesa del territorio.
Il Piano provinciale bresciano è stato bocciato definitivamente dalla Regione, che ha imposto al presidente Molgora di adeguarsi alle coordinate regionali, ovvero di togliere (entro il 4 febbraio) il vincolo dei 500 metri dai confini comuni franciacortini (e da quelli della Bassa con falda superficiale) per la realizzazione di nuove discariche e impianti trattamento rifiuti.
La stessa Regione ha motivato la decisione spiegando che Franciacorta e zone agricole di pregio sono già tutelate da una apposita delibera, che vieta stoccaggio e trattamento rifiuti in zone a coltivazione Doc, Docg e Dop. Ma appena terminate le vigne e le colture di pregio il vincolo decade. Ovverosia: non si può creare una discarica dentro al vigneto, ma a fianco del vigneto si può.
LE CONSEGUENZE di tutto ciò? Sono nelle parole e nelle azioni dei sindaci. I più preoccupati sono i primi cittadini di Castegnato, Paderno Franciacorta, Ospitaletto e Passirano: il progetto di A2A di realizzare la discarica Bosco Sella a Castegnato (4milioni di metri cubi) senza i vincoli del piano provinciale diventa concreto.
Per questo Giuseppe Orizio (sindaco di Castegnato), Giorgio Prandelli (sindaco di Ospitaletto), Antonio Vivenzi (sindaco di Paderno Franciacorta), Daniela Gerardini (sindaco di Passirano) lo scorso 11 dicembre hanno sottoscritto un importante documento di contrarietà alla discarica, inviato direttamente a Formigoni. Discarica per la quale A2A ha già chiesto compatibilità ambientale e avviato l’iter di Autorizzazione integrata ambientale.
«Tutte le nostre Amministrazioni comunali hanno a suo tempo presentato osservazioni motivate, per ribadire l’assoluta contrarietà a questo progetto - si legge nel documento -. Il nostro territorio è già ampiamente compromesso da cave e discariche. Non può sopportare un ulteriore degrado e ulteriori potenziali pericoli per la popolazione».
IL SINDACO di Castegnato (Comune sul cui territorio ricadrebbe al 99 percento il perimetro della mega discarica di rifiuti speciali) rincara la dose: «Il nostro territorio ha già dato moltissimo in termini ambientali, basti ricordare la discarica Bosco Sella, dove sono stoccati 2 milioni di metri cubi di rifiuti, metà della quale non ha il fondo impermeabilizzato con evidenti rischi di inquinamento della falda. Se a Castegnato devono essere fatti investimenti, devono essere fatti per la riqualificazione ambientale, non per peggiorare ulteriormente l’ambiente».
Il progetto preoccupa anche Ospitaletto, visto che il nuovo strumento urbanistico prevede spazi residenziali a 200 metri dal sito dove dovrebbe sorgere la futura discarica.
Il più fiducioso sembra essere il sindaco di Cazzago San Martino, comune sul quale incombono i progetti per due discariche (Drr da 1,5 milioni di mc e Profacta) nella famosa area Macogna, 80 ettari bucati da cave che già distano più di 500metri dalle zone vitate a vincolo Doc: «Abbiamo deliberato il recupero a fondo cava per l’Ate 14 - commenta Giuseppe Foresti - e questo esclude la realizzazione di una discarica. La nostra scelta è appoggiata anche dalla Provincia e speriamo che la Regione rispetti questa decisione».

