Lettera al Bresciaoggi di un ospitalettese
Caro direttore, credo che dopo avere preso visione delle immagini scioccanti che alcuni telegiornali (neanche tutti) hanno mandato in onda riguardo il nostro maggiore fiume italiano ferito ed avvelenato, siamo tutti invitati ad una doverosa riflessione.
Intanto penso sia scandaloso che in nome della produttività e del profitto (dicono «del fare») in Italia si continua ad inquinare tranquillamente, e l’opinione pubblica viene informata solo quando le dimensioni del disatro sono tali da non poterle oscurare. Certo, non può passare inosservato quando ecoterroristi esagerati scaricano 8.000 metri cubi di petrolio nel fiume Lambro, che di conseguenza vanno a confluire nel Po!
Come non può e non deve passare inosservato che l’allarme da parte degli enti preposti è stato dato in grave ritardo, contribuendo ad aumentare le dimensioni del danno all’ambiente, alla flora, alla fauna ed alla popolazione, con l’«abituale» ed ormai relativo aumento a dismisura dei costi di recupero (quando non si tratta di emergenza ce la mettiamo tutta per fare sì che lo diventi).
Io penso che un minimo di riflessione vada fatta: che il fiume Lambro sia da molto tempo uno dei fiumi più inquinati d’Italia era cosa risaputa (e i terroni non c’entrano), che la Regione Lombardia abbia governato con indifferenza il problema anche, e purtroppo il governo Berlusconi ha fatto di peggio, ammorbidendo leggi che necessitano di un aumento della repressività, volte a disincentivare gli autori di questi disastri al patrimonio ed all’ambiente!
Se davvero ci fosse la volontà di una maggiore tutela verso le tematiche ambientali i deterrenti (di conseguenza) sarebbero stati inaspriti!
Un invito alla riflessione lo richiede anche l’atteggiamento della Lega Nord, che di fronte ad un disastro di queste dimensioni… latita. E da coloro che venerano il Po come un Dio, dimostrando tutta la loro devozione verso queste acque con la cerimonia del riempimento dell’ampolla sacra nella sorgente del Monviso, mi sarei aspettato una forte indignazione e delle prese di posizione tipiche di coloro che dovrebbero possedere sensibilità particolari per le questioni «padane»!
Credo non sia esagerato aspettarsi questo da coloro che si considerano gli unici difensori delle terre e del popolo padano, questo con l’augurio e la speranza che anche le acque siano tenute nella giusta considerazione.
Fausto Bondioli


March 8th, 2010 alle 8:47 pm
fauto, chissa che cosa passerà nelle nostre seriole o è già passato ma ora non è piu’ un problema perchè qualcuno ha visto molto lontano, le copro e non si vede piu’ nulla. E do lavoro alle imprese sono lontani i tempi in cui si lavavano i panni e ci facevamo il bagno d’estate