Impianto di depurazione: forse ci siamo?
Dopo undici anni di docce scozzesi scandite da annunci e repentine fermate dell’iter autorizzativo, il progetto del nega depuratore a cavallo fra Ovest bresciano e Franciacorta sembra aver imboccato una discesa. I cantieri dell’impianto del Gandovere potrebbero addirittura aprire entro il prossimo autunno. Ad annunciarlo sono gli amministratori di Castegnato, uno dei Comuni con maggiori difficoltà nella gestione delle acque di scarico.
«NELL’ULTIMA CONFERENZA dei servizi - conferma Massimo Alessandria, capogruppo della lista di maggioranza Civica Castegnato - è stato approvato il progetto definitivo ma soprattutto è stata ribadita l’urgenza e la pubblica utilità dell’opera».
L’intervento insomma potrebbe ora procedere su una corsia privilegiata dribblando altri ostacoli burocratici. Dell’impianto del resto se parla dal lontano 1999: l’iter è stato notevolmente rallentato anche da un ricorso al Tar, poi ritirato, dell’Asm. Il «cervello» del depuratore sarà costruito a Torbole Casaglia da dove si dipanerà una rete di collettamento lunga 23 chilometri al servizio di otto paesi.
Nell’impianto consortile saranno investiti 22 milioni: inizialmente soddisferà le esigenze di un bacino di 70 mila abitanti ma potrà arrivare a coprire il fabbisogno di un territorio di 95 mila residenti.
«La rete - spiega Alessandria - partirà dall’attuale depuratore di Ome per arrivare a Torbole, passando per Monticelli, Passirano Rodengo, Castegnato, Ospitaletto, Roncadelle e Castelmella. L’opera sarà a costo zero per i Comuni perchè sarà realizzata attraverso un project financing, cioè affidando l’opera ad una società che si impegna a finanziare la costruzione in cambio di una concessione pluriennale di servizio».
A gestire il depuratore sarà la Gandovere-depurazione mentre Cogeme e Sideridraulici si sono aggiudicate l’appalto dei lavori. «Fra due anni - sottolinea Alessandria - l’impianto sarà messo in esercizio. A quel punto gli attuali nove micro depuratori obsoleti saranno destinati solo allo smaltimento delle acque bianche». L’entrata in funzione del depuratore consortile dovrebbe risolvere i disagi che attualmente penalizzano diversi paesi.
«Il salto di qualità del ciclo idrico integrato - sottolinea Alessandria -, era una delle priorità del nostro programma elettorale. Disporre di un sistema di depurazione adeguato fra l’altro contribuisce a tutelare l’ambiente, un’altro impegno cardine del nostro mandato che abbiamo perseguito anche opponendoci con forza alla discarica di Bosco Stella».
Dal Bresciaoggi del 6.4.2010

