Dall’incidente esce un vero e proprio tesoro.
Se ne stavano tornando al loro «covo». Probabilmente è così: erano dei ladri e rientravano da uno o più colpi in appartamenti forse del Veneto, ma sono stati sfortunati e hanno dovuto abbandonare in mezzo all’autostrada tutto il bottino. Una fuga a piedi dalla carreggiata della A4, infischiandosene anche di aiutare l’altro automobilista rimasto coinvolto nell’incidente con la loro Bmw.
Perchè la sfortuna di questi ladri di argenteria e altri arredi è stata quella di andare a sbattere contro un’altra auto, ieri mattina poco prima delle sei, tra il casello di Brescia Ovest e Ospitaletto, mentre rientravano da una notte da scassinatori probabilmente e forse anche da rapinatori.
L’incidente ha messo ko la loro Bmw 530 station wagon stipata di refurtiva. E con l’auto fuori uso e l’imminente arrivo della polizia stradale non hanno avuto dubbi: se la sono svignata al costo di lasciare l’auto e il suo prezioso contenuto, ma anche il ferito nella macchina appena investita. E anche le armi. Lo conferma Marco Barbetti che era sul posto non in quanto titolare dell’armeria Desenzani di via Oberdan, ma in quanto volontario del 118, e ieri chiamato per l’incidente sull’autostrada.
Barbetti con i colleghi ha prestato soccorso all’uomo ferito, ed è rimasto sorpreso nel vedere che l’altro mezzo coinvolto, la Bmw, era vuoto. Non c’era nessuno, ma in compenso adagiata su uno dei tappetini c’era una pistola «giocattolo». E non solo: ad una decina di metri sull’asfalto, lo stesso Barbetti ne nota un’altra di pistola. Si avvicina e si accorge che quella è «vera», è un’arma. Una calibro 6.25 carica e con il colpo in canna. Abbandonata pure quella oppure persa durante una fuga troppo precipitosa. La mette in sicurezza e dopo avere avvertito la Stradale la consegna agli agenti di Seriate.
Quando viene aperto il portellone, la Bmw (risultata rubata e con una targa anch’essa rubata) rivela il suo tesoro nascosto: vasi, argenteria, ma anche decine di chiavi per lo scasso e chiavi di accensione di vari modelli di autmobili. E poi, scarpe infangate e abiti sporchi, probabilmente usati per commettere i furti negli appartamenti. Ma il bottino è tutto quello che è rimasto, degli occupanti nessuna traccia. Non si sa quanti sono e se sono feriti o no. Ma il loro «bagaglio» non lascia dubbi sulla loro attività, che a giudicare da alcuni sacchetti con stampato il nome di Scorzè in provincia di Venezia, debbono avere in qualche modo a che fare con quel luogo.
Nelle ore successive gli agenti della Polstrada si sono fatti vedere all’armeria di via Oberdan per una perizia sull’arma. E mentre l’unico ferito trovato è stato liberato dalle lamiere e ricoverato, si cercano i banditi ora macchiatisi anche del reato di omissione di soccorso.
Dal Bresciaoggi del 22.4.2010

