La crisi continua a battere duro

Mentre appare sempre più chiaro dai dati macroeconomici che la la crisi non è congiunturale, ma strutturale (in tal senso si è espresso anche il Presidente di AIB Dallera), derivante, cioè, non solo da una situazione contingente, ma da caratteristiche proprie del sistema economico, alcune realtà anche ad Ospitaletto faticano ad uscire dalla crisi.

Fino ad ora la cassa integrazione ha funzionato per attenuare gli effetti più deleteri sull’occupazione, ma è un fatto che in molti casi essa stia terminando. Per citare un esempio a noi vicino, la GF Gomma, che a Passirano occupa 430 dipendenti, dopo aver utilizzato la cassa integrazione ordinaria e straordinaria, chiederà quella in deroga per 360 su 800 occupati in Italia, coinvolgendo anche il “nostro” stabilimento.

I dati della grande impresa tuttavia rischiano di non fornire un’immagine sufficientemente realistica della dimensione del problema, in quanto, almeno nel nostro tessuto produttivo, la crisi si fa sentire con effetti devastanti nelle piccole realtà artigiane, che spesso non hanno alcun “paracadute”, e che non “fanno numero” nelle statistiche. Si assiste anche ad una contrazione dell’occupazione dei lavoratori atipici, notoriamente poco o nulla tutelati.

Davanti ad una simile situazione si avverte tutta l’impotenza delle politiche pubbliche che non sono in grado, a livello locale (ma neanche statale: suscita infatti preoccupazione il rifiuto del Governo di prolungare i termini per la richiesta della CIG ordinaria), di fornire un reale supporto.

La dimensione del problema è tale, infatti, che non molto si può fare, anche se ci si chiede se siano state attivate tutte le risorse possibili, anche mettendosi in rete con altri enti territoriali vicini, per istituire misure anticrisi, o anche, semplicemente, per fare uscire qualche idea.Basti dire che nel territorio bresciano la sfiducia nella ripresa è grande: da un sondaggio commissionato dall’AIB, infatti, risulta che ben il 96 % delle aziende prevede che avrà difficoltà di mercato per tutto il 2010. Ad anno ormai inoltrato, non resta che riporre le speranze nel 2011.

E d’altra parte, a marzo la variazione congiunturale della cassa integrazione nella nostra provincia manteneva un trend positivo (+29% rispetto a febbraio 2010); sono, infatti, oltre 10 milioni le ore richieste in provincia di Brescia, ed il settore più colpito risulta essere, come di consueto, quello metalmeccanico. Intanto le pratiche aperte all’ufficio vertenze dei sindacati sono aumentate del 37,72%: il 63 % di questo contenzioso riguarda il mancato pagamento di liquidazioni e stipendi. Un chiaro segno di fortissime difficoltà. Decisamente, ad Ospitaletto ed in provincia di Brescia non è ancora il momento delle certezza.

UN’OCCHIATA AL CONTESTO. LE REALTÀ ECONOMICHE VICINE AD OSPITALETTO

  • TREVISAN COMETAL di Rodengo Saiano (impianti per l’estrusione di alluminio) - 133 dipendenti: l’azienda è stata ammessa al concordato preventivo, ma il Tribunale di Verona l’ha revocato. La situazione è dunque di grande precarietà.

  • MANIF. CORTE FRANCA di Erbusco e Paratico ( industria tessile): tutti i 30 dipendenti sono in cassa integrazione straordinaria in deroga. 

  • ABERT di Passirano (casalinghi e posateria in acciaio) - 148 dipendenti: fino a gennaio 2010, 75 addetti erano in cassa integrazione straordinaria; ora azienda e sindacati hanno raggiunto l’accordo per i contratti di solidarietà e sono stati dichiarati 40 esuberi.

  • NK TEXTILE di Chiari ( tessitura) - 130 dipendenti: dopo un primo anno di cassa integrazione straordinaria, è stato chiesto un secondo anno di Cig. Per tutto il 2010, saranno operativi solo 25/30 telai su 100.

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