Il bilancio delle acciaierie Stefana

La difficile congiuntura internazionale pesa sui conti della Stefana, la spa di Nave protagonista nel settore siderurgico (produce, tra l’altro, vergella, rete elettrosaldata, travi e laminati) presieduta da Giacomo Ghidini, che riveste anche il ruolo di consigliere delegato con Pieralberto (è anche vice presidente), Giampietro Ghidini e Quinto Stefana; il Cda è completato da Giulio Stefana. Complessivamente dà lavoro a 722 addetti, in parte alle prese con la Cigs. L’attività viene svolta nella sede di Nave e nel laminatoio di Ospitaletto  per i prodotti finiti, mentre la produzione di semilavorati è concentrata negli stabilimenti di Ospitaletto  e Montirone. È presente nel capitale di Trafilerie Nave spa (al 33%), Eurosider srl (al 50%) e del Consorzio Tera Energia scpa (11%).

UN ESERCIZIO difficile il 2009 - il 60° nella storia dell’azienda, come evidenziato nella relazione al bilancio depositato in Cdc -, con la società impegnata a mettere in atto tutte le misure necessarie per ridurre al minimo l’impatto negativo della crisi sulla redditività. Il risultato finale, pur in deciso ridimensionamento, è ancora positivo (sotto i 150 mila euro a fronte degli oltre 4,3 mln del 2008) anche grazie alla diversificazione della gamma di prodotti. In decisa frenata i ricavi a 263,472 milioni di euro, contro i 597,278 mln dell’esercizio precedente, in calo di quasi il 56% circa «dovuto prevalentemente a un calo dei prezzi e delle quantità vendute», spiegano gli amministratori. In diminuzione i costi, sotto i 270 milioni di euro; in conto economico ammortamenti per quasi 18 mln di euro e imposte per quasi 1,8 mln.

SUL FRONTE investimenti - come spiegato nella relazione - obiettivo sugli interventi necessari alla sostituzione di parti di impianti e macchinari obsoleti e per garantire la sicurezza degli addetti. Diverse le attività sul fronte ricerca e innovazione sviluppate, tra l’altro, per consentire un aumento di produttività e miglioramento dei processi di acciaieria e per la futura produzione, su treno barre, di una nuova tipologia di rocchettato da utilizzare per la rete elettrosaldata destinata al mercato tedesco. In prospettiva i segnali emersi dal mercato favoriscono la ripresa, confidando in un rimbalzo più sostenuto.

Dal Bresciaoggi del 18.6.2010

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