Fondazione Cogeme studia l’aria

fondazione_cogeme2_.jpgLa prima fase della ricerca su qualità dell’aria e traffico della Franciacorta è stata presentata lunedì a Rovato, da Giovanni Frassi, presidente della Fondazione Cogeme Onlus, che ha inserito la ricerca nel progetto Franciacorta sostenibile.

La ricerca su aria, traffico e rumore, un investimento di 80mila euro, finanziata per metà dalla fondazione per il resto dai comuni coinvolti (Adro Capriolo, Castegnato, Cazzago, Cellatica, Coccaglio, Cologne, Corte Franca, Erbusco, Gussago, Iseo, Monticelli Brusati, Ome, Ospitaletto, Paderno Franciacorta, Paratico, Passirano, Provaglio, Rodengo, Saiano, Rovato) punta a completare un quadro degli indicatori necessari per una gestione pianificata del territorio.

La prima fase, dal 9 febbraio al 1° aprile per l’aria, dal 15 marzo al 18 maggio per il traffico, ha interessato la strada provinciale Sp 469 a Capriolo, la Sp 11 a Corte Franca, i centri storici di Gussago e Ospitaletto, parchi e campagna di Passirano e Erbusco, e ha indotto l’èquipe ad estendere da una a due settimane la durata della raccolta dati, per evitare che incidano eccessivamente sull’elaborazione fenomeni atmosferici. Si è deciso inoltre di inserire anche le rilevazioni della Pm 2,5 per avere una quadro più completo degli inquinanti presenti nell’aria.

L’aggiustamento, che ha già modificato il calendario della seconda fase, dovrebbe consentire misurazioni più precise di Pm10 (le famigerate «polveri sottili»), NOx, Ozono, Tgmo (Traffico giornaliero medio), velocità media e distribuzione percentuale delle diverse tipologie di veicoli.

I RICERCATORI hanno evidenziato alcuni risultati inattesi sulle Pm 10, con valori più alti nel centro storico di Gussago rispetto a Corte Franca e minori a Capriolo rispetto a Cortefranca, anche se tutte le sei stazioni hanno registrato più volte il superamento del limite nazionale di 50 microgrammi per metro cubo al giorno, come le centraline Arpa in provincia e nel milanese.

Al contrario gli ossidi di azoto, prodotti da traffico, impianti di riscaldamento e attività industriali, pur facendo registrare picchi al mattino in serata, in nessuno dei sei punti hanno superato il valor limite nazionale.

Anche i dati sul traffico hanno permesso di mettere in evidenza il mancato rispetto dei limiti di velocità: a Capriolo la centralina sulla Sp 469 di fianco al municipio, solo 3.045 veicoli hanno rispettato il limite di 50 orari, 11.809 l’hanno superato con medie fino a 70 km/h, 1.896 con fino a 90 e 290 hanno superato i 90, nonostante i dossi dissuasori.

UN DATO che può stupire: sia sulle arterie, a Capriolo e Cortefranca, che nei centri storici e nelle aree suburbane, il traffico non si concentra negli orari di inizio e fine del lavoro e delle lezioni, ma è costante a tutte le ore del giorno.

I rimedi ? Secondo il professor Maurizio Tira dell’Università di Brescia, un contributo importante potrebbe darlo le ferrovie locali, la Rovato Iseo e la Palazzolo Paratico. Tra i problemi segnalati la ricaduta di Pm 10 e Nox di superstrade e autostrade su aree verdi per le coltivazioni, la necessità di fissare un limite alla quantità di Nox nell’aria non solo per l’ambiente ma anche per l’uomo.

Tra le novità nono solo il raddoppio del periodo di osservazione e l’inserimento del PM2,5, ma la partenza a settembre del rilievo sui comuni delle bassa bresciana.

Da Bresciaoggi del 22.6.2010

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