Arresti per la banda del Bancomat

carab.jpgI carabinieri l’hanno definita «la banda della domenica» perché principalmente nei fine settimana, con gli sportelli chiusi e i bancomat colmi di banconote, i clonatori entrano in azione. Installano le apparecchiature, attendono l’arrivo dei clienti che effettuano il prelievo, carpiscono i codici che inseriscono su bande magnetiche, riproducono i tesserini e a loro vola effettuano prelievi ai bancomat o acquisti in negozi o centri commerciali. Semplice e devastante.

SPECIALISTI nel settore, i «pirati informatici» giungono principalmente dall’Est europeo. «Romeni e bulgari soprattutto» affermano i carabinieri che domenica hanno «disinnescato» uno skimmer, uno di quegli aggeggi infernali che copiano i codici, alla Bcc di Coccaglio (quest’anno è la terza volta che viene presa di mira) e arrestato tre romeni in via Franchi a Ospitaletto. Avevano puntato gli occhi sul bancomat del Credito cooperativo e attendevano clienti quando i carabinieri li hanno bloccati.

A dare l’allarme è stato un uomo che ha notato qualcosa di anomalo nello sportello. Preziosa la segnalazione al «112». I carabinieri di Ospitaletto hanno iniziato a controllare con discrezione il bancomat, annotando in più occasioni il passaggio di una Marea che si avvicinava e poi ripartiva. Alle 22 di domenica il blitz che ha portato alla cattura dei tre ladri, stavano avvicinandosi alla banca per ritirare l’apparecchiatura che doveva rubare i codici.

NON SAPEVANO i tre romeni M.A., di 23 anni; N.A., di 22 e G.S., di 27 - le generalità complete non sono state rese note - che i militari avevano evitato i prelievi allontanando i clienti che si avvicinavano. Con un anziano è nata anche una discussione. «Se non si possono prendere soldi, mettete un cartello» aveva protestato all’invito di non usare il bancomat, con il rischio di compromettere l’operazione dei carabinieri.

E così i tre giovani immigrati sono stati arrestati, sorpresi con le mani nel sacco. Sulla «Marea» avevano altre apparecchiature, tesserini Bancomat ancora vergini e altri già pronti e 500 euro in banconote da 20 e 50 euro frutto di un prelievo appena fatto a spese di un cliente.

ORA SONO IN CARCERE a Brescia in attesa del processo. Rischiano da uno a 5 anni. Ma loro colleghi, nei mesi scorsi, dopo la sentenza sono stati rilasciati. Tutti e tre hanno precedenti per furti commessi in Italia. Potrebbero far parte di una banda specializzata.

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