Ospitaletto e la leucemia

asl.jpgUn’altra morte, un’altra giovane vita spezzata per la leucemia. Mentre la gente si chiede il perché di queste tragedie, qualcuno afferma che è tutto nella normalità; altri nutrono forti preoccupazioni per il nostro paese. Da che parte sta la ragione?

In Comune ostentano tranquillità, portando a riprova del loro atteggiamento il rapporto fornito dall’ASL sulla frequenza di linfomi e leucemie ad Ospitaletto. In questo rapporto si afferma che il numero di morti non presenta alcun eccesso rispetto alla media attesa.

Un linguaggio burocratico, necessario per i medici, che si scontra con la realtà. L’ultima vittima non è, infatti, all’interno di queste statistiche che rimangono un elemento utile per indagare, ma non raccontano e non consolano le famiglie dilaniate dal dolore.

In più girano voci inquietanti. Una per tutte afferma che una parte molto rilevante degli ammalati di leucemia in cura presso gli Ospedali Civili appartiene al triangolo Ospitaletto, Castegnato e Paderno. È vero? Non si sa.

A parziale conferma, però, vi è la stessa ASL che segnala un “eccesso di ricoveri.” Il punto è che si parla di una percentuale quasi doppia di persone sofferenti! A noi tutto ciò non sembra normale.

Le rassicurazioni di Prandelli e Giudici non rassicurano nessuno, tantomeno chi ha perso un parente. Infatti, l’amministrazione si è mossa tardi e solo nel 2005 abbiamo avuto le prime statistiche. Eppure era da molto tempo che le preoccupazioni, le lamentele dei cittadini erano a conoscenza di tutti.

Nel marzo 2005 arriva il primo rapporto dell’ASL in cui sta scritto che i maschi tra i 15 e i 64 anni hanno una percentuale di leucemie SEI VOLTE superiore al resto della provincia. Tuttavia, la stessa indagine afferma che non esiste una causa comune per queste malattie poiché le persone colpite abitano in zone diverse, fanno un diverso lavoro, hanno diverse abitudini.

Non avendo trovato un elemento immediatamente incriminabile per le malattie, si è andati alla ricerca di ulteriori possibili cause? Macchè! Qualcuno ha urlato al terrorismo e, alla fine, non si è fatto altro.

Nel novembre 2009 giunge un nuovo rapporto in cui si evidenzia come le percentuali siano ritornate nelle normalità per quanto riguarda i morti. Certo, ci sono troppi ricoveri per le patologie in questione, ma niente di grave. Eppure restano parecchi dubbi che l’ASL non ha chiarito. Eccoli.
1. Il numero dei casi esaminati è troppo piccolo percentualmente per avere conclusioni certe. Proprio per questo, lascia perplessi la conclusione fatta dall’ente pubblico che assicura non esserci problemi.
2. Nei casi di leucemie linfoidi si raggiunge l’80% di guarigioni nei pazienti adulti. Qual è la nostra media di guarigione? Quanti dei nostri malati, purtroppo, sono deceduti? Qualcuno lo sa? Non sembra, nonostante sia un dato importantissimo.
3. L’ASL afferma di non avere elementi utili all’individuazione del problema e alla sua soluzione. Incoraggiante come dichiarazione! E non si possono fare altre rilevazioni (tipo la qualità dell’aria, visto che Brescia ha superato per 99 giorni nel 2009 il livello del Pm10?) per stare un po’ più sereni? Oppure un controllo sulle industrie (citiamo come esempio il rapporto di Legambiente che pone la Stefana Acciaierie al nono posto in Italia nel 2006 per emissioni di piombo)? Sono solo due esempi, ovviamente.
4. Lo stesso rapporto dichiara poi: “La dizione leucemie e linfoidi comprende patologie tra loro differenti che riconoscono diverse possibili cause o fattori di rischio. Non è possibile analizzare i dati di mortalità scorporando le diverse categorie.” Di cosa stiamo parlando allora, se nessuno sa dirci se esiste pericolo o no?

Insomma, un bel rompicapo. L’ASL conclude che bisogna tenere monitorata la situazione e il comune minimizza. L’amministrazione Prandelli ha solo peggiorato la situazione ambientale costruendo ovunque e moltiplicando il traffico mentre le strade principali e i parcheggi rimanevano gli stessi di 20 anni fa. Non sono stati fatti reali studi sull’impatto delle diverse industrie sul territorio, se non in modo molto limitato. Che effetto hanno le emissioni di queste fabbriche? C’è stato un controllo preventivo e in che misura? Ora il rischio di una nuova discarica, l’arrivo dell’alta velocità, il raddoppio della futura autostrada della Val Trompia peggioreranno ulteriormente la situazione. Che si aspetta a muoversi? Un’altra giovane vittima?

13 Commenti to “Ospitaletto e la leucemia”

  1. Marco S.:

    A me sembrano illazioni belle e buone.Troppi se, troppi ma, troppe ipotesi e domande senza risposta.Per il diritto di cronaca, credo sia necessario avere Report ufficiali.

  2. Luigi:

    In effetti mi ero chiesto come mai nessuno si preoccupasse di queste morti. Anche a me hanno riferito cose preoccupanti.

  3. Noemi:

    Era ora che qualcuno ne parlasse. La gente mormora e nessuno da risposte.

  4. Carlo M.:

    C’è uno che si fa chiamare mistero ospi. Di misterioso ha solo che è un tifoso del sindaco. LUi e Marco, ma che c….o stanno a dire? Illazioni, uccelli del malaugurio? Ma ci avete parlato con qualcuno malato? Io si e garantisco che non sono strumentalizzazioni.

  5. Aldo Toninelli:

    io sono iscritto all’ADMO, Associazione Donatori Midollo Osseo, e quando la dottoressa che mi fece compilare l’ultima domanda di ammissione mi chiese il perché di questa mia decisione risposi solamente “sono di Ospitaletto”. Lei mi guardò e disse “ah, capisco.”

  6. Marco S.:

    Caro Carlo M. capisco ciò che vuoi dire, ma credo che tu non abbia capito quello che volevo sottolineare: è inutile creare allarmismo se non ci sono report e dati ufficiali a supporto della tesi (ossia una diffusione anomala di leucemia a Ospitaletto).
    Da quello che so, tra discariche “legali” e vecchi scarichi “ombrosi” della Caffaro, Ospitaletto è stata la fogna della Lombardia e, dunque, pur non avendo dati alla mano, non capisco perchè siate cosi sorpresi.

  7. Carlo M.:

    Scusami Marco per i toni usati. Io non credo, però, che sia allarmismo. Ho letto sul giornale che Ospitaletto.org vuole fare una ricerca di questo tipo. Mi sembra che sia una proposta che va nel senso che tu dici, no?

  8. Mistero:

    Ma quanti geni in questo sito!

  9. Roberto:

    Eh già, perchè uno che si fa chiamare Mistero, dimostra grande intelligenza.

  10. Marco S.:

    Accetto le scuse Carlo M.
    Esatto, anche io credo che sia necessario argomentare tale argomento con dati concreti e numeri per fare tutti i confronti del caso.
    Sicuramente questo “alone” non fa una bella pubblicità ad Ospitaletto, soprattutto per chi deve valutare se comprare casa qua o altrove.
    Vedremo cosa farà la giunta comunale: vista la gravità del fatto credo che maggioranza e opposizione debbano smetterla di giocare come bambini dell’asilo.

  11. Stefano:

    Nel marzo 2005 arriva il primo rapporto dell’ASL in cui sta scritto che i maschi tra i 15 e i 64 anni hanno una percentuale di leucemie SEI VOLTE superiore al resto della provincia. Tuttavia, la stessa indagine afferma che non esiste una causa comune per queste malattie poiché le persone colpite abitano in zone diverse, fanno un diverso lavoro, hanno diverse abitudini.
    Non avendo trovato un elemento immediatamente incriminabile per le malattie, si è andati alla ricerca di ulteriori possibili cause? Macchè! Qualcuno ha urlato al terrorismo e, alla fine, non si è fatto altro.

    Aggiungo io..

    Non serve trovare una causa comune sconosciuta basta pensare che in tutta la zona respiriamo una concentrazione di Benzene 8 volte superiore a quella consentita. Senza dimenticare il Piombo che se non ricordo male è circa sei volte superiore al limite consentito.

    La Leucemia, anche se c’è chi si diverte a confondere le acque, è un male che per la maggior parte dei casi è riconducibile al Benzene e al Piombo. E chi abita a Ospitaletto si nutre di Benzene e Piombo!

    Sarei curioso di sapere se anche qualche falda acquifera è contaminata da Benzene.. o da Piombo.. o da Cromo..o da Nichel … Magari le falde vicino alle discariche..

    E poi il Benzene nell’acqua potabile, tanto per capirci (quella del rubinetto che utilizziamo per cucinare) siamo sicuri che non è presente? Perche non è tra quei parametri da determinare per stabilire la potabilità e quindi nessuno lo ricerca..

    Visto che le persone continuano a morire ( non ultima una ragazza che ho avuto il piacere di conoscere) non esiterò a dare il mio contributo alla causa.

    Lavoro da 8 anni nel settore ambientale e se a qualcuno che sta lottando per migliorare la situazione, può ritenere utile in qualche modo la mia seppur poca “ esperienza” e il contributo che potrò dare non esiti a contattarmi.

  12. Marco S.:

    Perfetto Stefano.
    Beh, dopo la tua presentazione, credo che l’ideale sia di partire dall’analisi di una serie di campioni d’acqua prelevati dalle abitazioni e anche dai parchi pubblici per effettuare più riscontri.
    Eventualmente possiamo coinvolgere mass-media di una certo peso sociale e politico.

  13. Stefano:

    Per questo abbiamo lanciato la proposta di promuovere un’iniziativa per il mese di SETTEMBRE rivolta ad Associazioni Ambientalistiche e Sociali, Operatori Sanitari del
    Territorio, Cittadini.

    L’iniziativa consisterà in UNA RICERCA SULL’AMBIENTE PER OSPITALETTO.

    Se riusciamo a organizzarci bene qualcosa si può fare..

    Tu aderisci alla ricerca proposta dal sito? io sicuramente si…
    Magari ci conosciamo a settembre…
    Saluti.
    Stefano

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