Davide Alborghetti, scultore dell’aria
Ospitaletto nasconde molti artisti conosciuti dagli addetti ai lavori, ma poco noti alla maggioranza dei cittadini che, magari, hanno poche possibilità di avvicinarsi alle arti plastiche. Davide Alborghetti è uno di loro, lavora in modo schivo nel nostro paese che ospita il suo laboratorio.
Alborghetti ha 49 anni. Vive e lavora ad Ospitaletto e Volterra, dove ha uno studio con mostra permanente. Nel corso dell’ultimo decennio, in particolare, ha partecipato a diverse esposizioni collettive. Inoltre, le sue opere sono state al centro di alcune mostre personali.
I suoi lavori sono stati presentati in parecchi paesi del bresciano, nonché a Radicandoli (SI), Città di Castello (PG), Serra S. Quirico (AN), Cortona (PG), Montagnana (PD), Piacenza, Milano, New York.
D – Da quanto la scultura ha smesso di essere un semplice hobby per diventare qualcosa di più radicato, profondo?
R -Da una ventina d’anni ho deciso di dedicare più spazio alla scultura. La passione mi è nata da ragazzo, era la fine degli anni ’70, quando frequentavo come allievo il laboratorio di Franca Ghitti. Franca Ghitti è una delle scultrici bresciane più importanti degli ultimi decenni e mi ha insegnato molto.
D- Il tuo percorso artistico è molto particolare.
R – Spesso faccio installazioni scegliendo il materiale più funzionale a ciò che voglio realizzare. Lavoro con legno, ferro, alabastro, carta. Ultimamente il materiale che utilizzo di più è l’alabastro, pietra tenera, che per la sua leggerezza e trasparenza permette di rappresentare il senso dell’aria e dell’acqua.
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Molte sono le critiche lusinghiere che il lavoro di Alborghetti ha raccolto. Eccone alcune tra le più significative.
ANNAMARIA DI PAOLO- Egli costruisce sculture con la manualità dell’artigiano e l’intellettualità dell’artista… non legato all’aspetto semplice di una realtà complessa, quanto a una trasformazione di ordine… tra la passività dei materiali e la capacità di valorizzarne le qualità dinamiche naturali.
FAUSTO LORENZI – Davide Alborghetti ….. evoca la forma di un’arte corale.. del tutto contemporanea. Una ricerca che vuole restituirci al contatto con le cose ed all’ambiente come luogo non da occupare ma da abitare. … Agisce sulle sorprese dei meccanismi combinatori del linguaggio e della visione, con la sensibilità alle minime variazioni.
ROBERTA FIORINI – Nel concetto di scultura che Davide Alborghetti ci propone, c’è un dialogo aperto con la natura e i suoi elementi originali, ci troviamo spettatori di nascita della forma… ed al suo dissolvimento.

