Il Pdl di Ospitaletto tra unità e balcanizzazione
Pubblichiamo l’articolo di Cesare Mariani apparso sul Bresciaoggi ieri. Ne approfittiamo per aggiornare i nostri lettori sulle voci che girano in paese.
Si dice che i rapporti tra prandelli e quasi tutti i suoi assessori siano pessimi. Si dice che l’Udc viva emarginata nel centrodestra, qualcuno afferma che Floris sia semplicemente tollerato nella maggioranza. Si susseguono poi le voci sulle candidature contrapposte tra Abrami (Lega) e Giudici (PDL).
Comunque si confermano molte tensioni che potrebbero essere sciolte nei prossimi mesi dai vertici provinciali. Ma anche no.
Mentre a Ospitaletto arriva Ettore Isacchini come commissario per il Pdl, Giulio Incontro e Ernesto Mena (Gruppo Forza Italia verso il Popolo della Libertà) danno il via alla marcia di avvicinamento alle elezioni comunali del 2011 con una conferenza stampa di riflessioni a tutto campo.
«La scelta di Isacchini è un passaggio che valutiamo con favore perché siamo convinti che c’è l’intenzione di riportare ordine nel partito e lavorare per un indispensabile quadro di unità. Da oltre due anni - sottolinea Incontro - la nostra componente politica è ignorata dalla maggioranza consiliare: auspichiamo che l’arrivo del commissario ci consenta di ridare slancio alle ragioni del Pdl e sappia, con il contributo di tutti, restituire alle componenti del partito, e a noi in particolare, la dignità e la rappresentatività politica che ci spetta».
«In una prospettiva di ritrovata unità - continuano Mena e Incontro - siamo disposti a sciogliere il nostro gruppo consigliare, rimettendolo nella disponibilità politica del commissario, come segno evidente del nostro desiderio di unità. La condizione è che tutti facciano un passo indietro e, come noi, gli ex An e Forza Italia e tutti coloro che si ispirano ai valori del Pdl in consiglio comunale rimettano a Isacchini le loro deleghe.
La richiesta è impegnativa: «Al commissario - concludono i due consiglieri presenteremo un documento politico per costituire la base di discussione al nostro interno che possa trasformarsi in azione politica unitaria, da sottoporre agli alleati attraverso il capogruppo consigliare della maggioranza per le questioni e i riflessi amministrativi che inevitabilmente dovesse generare. Tutto in una logica costruttiva, senza infingimenti e imboscate»

