Falsa rapina inventata per pagare i debiti di gioco

Intuito e molta attenzione nelle indagini hanno permesso al maresciallo Antonio Milone e al brigadiere Domenico Lai, sottufficiali della stazione dei Carabinieri di Ospitaletto, di chiudere in meno di cinque giorni le indagini sulla «rapina in casa» denunciata lo scorso 3 ottobre da una cinquantenne residente ad Ospitaletto.

La donna aveva raccontato ai Carabinieri di essere stata minacciata da due banditi che parlavano in italiano, e che era uscita dalla sua cucina, con il consenso dei malviventi, per chiedere ed ottenere da una vicina di casa 500 euro in contanti, da consegnare poi ai rapinatori per farli allontanare.

I due militari in pochi giorni hanno derubricato la rapina, decisamente inconsueta per modalità, a «simulazione di reato e procurato allarme». La donna, ha dovuto ammettere la verità, di fronte agli elementi raccolti dagli investigatori, che subito dopo la denuncia hanno dato il via alle indagini, scoprendo che i 500 euro che si era fatta consegnare dalla vicina non erano stati consegnati ai due inesistenti rapinatori, ma consumati nel gioco ai videopoker.

L’INDAGINE, condotta con discrezione, dopo avere accertato incongruenze come la totale assenza di impronte e tracce dei due rapinatori, si è indirizzata sulle «voci» raccolte nel vicinato, che descrivevano la casalinga come accanita giocatrice di videopoker.

I militari con discrezione hanno verificato quanto fossero fondate le voci, parlandone anche con il marito, che a sua volta nutriva sospetti sulla rapina. A quel punto, quando è emerso il quadro tipico della giocatrice patologica, i militari hanno messo la donna di fronte alle contraddizioni della denuncia, ottenendo una confessione che, cancellando la rapina, ha rivelato come il gioco l’avesse indotta a chiedere soldi in prestito per tentare la fortuna ai videopoker. Nel giro di alcuni mesi la donna, che non ha effettuato alcun prelievo sul budget di casa, si è indebitata, anche se per cifre poco consistenti, chiedendo prestiti ai parenti, alla ricerca di una vincita che consentisse di pagarli. All’inizio del mese, convinta di non poter più chiedere soldi senza spiegare il perché, ha puntato sulla rapina simulata per disporre di una somma che le consentisse di proseguire a giocare, nel disperato tentativo di saldare i conti. Dopo la confessione, per la cinquantenne è scattata una denuncia per simulazione di reato e procurato allarme.

Dal Bresciaoggi del 10.11.2010

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3 Commenti to “Falsa rapina inventata per pagare i debiti di gioco”

  1. Roberto Bianchi on Facebook:

    L’avevo detto io….

  2. Susanna Gatti on Facebook:

    …… sembrava troppo assurdo!

  3. Tilda:

    Questo è la mia prima visita al vostro sito! Siamo un gruppo di volontari e stiamo riflettendo se aprire una nuova comunità. Avete fatto un eccezionale e incredibile lavoro!

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