Sequestro record di eroina nelle campagne vicine ad Ospitaletto
Dato il peso e il valore della droga, si può definire una piccola «miniera» quella scoperta alle porte della città, in un terreno demaniale. Mai tanta eroina, oltretutto purissima e quindi «tagliabile» almeno quattro volte, era stata tolta dal mercato bresciano in un colpo solo. Ciò conferma - come ha sottolineato il colonnello dei carabinieri Marco Turchi - «l’importanza strategica della nostra provincia nel traffico di droga: è seconda solo a Milano».
In aggiunta, Turchi ha parlato del preoccupante aumento del consumo di eroina e di cocaina tra i più giovani, data la facilità di reperirle a prezzi contenuti. «La coca non è più la droga dei ricchi e spesso la si consuma per allontanare la fatica e lavorare meglio». Questa la convinzione anche tra i più giovani.
IL SEQUESTRO è stato portato a termine - dopo indagini sul territorio - tre settimane fa in località Vallosa, nell’aperta campagna tra Ospitaletto e Passirano, a meno di un chilometro dal casello dell’A4. Un punto strategico dove portare e ritirare lo stupefacente, stoccato sotto alcuni arbusti o coperto da grosse pietre.
Per motivi di indagine, la Procura ha disposto - in accordo con i carabinieri di Chiari e di Ospitaletto - di ritardare la comunicazione della notizia. Del resto, devono ancora essere individuati i trafficanti, anche se una pista c’è.
«Sicuramente sono albanesi, ben radicati nel Bresciano e collegati a organizzazioni internazionali», affermano gli investigatori, che non hanno aggiunto molto di più sulle indagini, partite probabilmente da un sequestro minore.
I militari sono stati decisamente abili a localizzare dove la droga era stoccata. Ripercorrendo a ritroso i vari passaggi, e probabilmente - ma non lo dicono - grazie a un informatore e a una serie di interrogatori, i militari di Ospitaletto hanno individuato il «filone» che li ha portati alla miniera dove erano nascosti i 113 panetti di eroina pura, per un peso di 58 chili e mezzo. Poco meno della metà sarebbe dovuta rimanere a Brescia, per soddisfare il mercato locale.
I carabinieri fanno capire di avere in mano elementi preziosi per disarticolare l’organizzazione, che poteva contare su venditori all’estero, acquirenti in Lombardia, ma soprattutto fidati corrieri per il trasporto sino a Brescia dello stupefacente.
IL VALORE è consistente: «L’eroina è acquistata dal produttore tra gli 8 e i 13 mila euro al chilo», sottolinea il colonnello Turchi. Quindi la cifra si aggira attorno ai 600 mila euro. Dato che è possibile tagliarla almeno quattro volte, si arriva a circa tre milioni di euro. Un guadagno consistente per chi piazza la droga, spesso sniffata o fumata per diminuire gli effetti della cocaina. Un mix micidiale.
Alla domanda se dietro il clamoroso sequestro ci sia stata la classica «soffiata», la risposta dei carabinieri è stata secca. «No comment».
Evidentemente anche una banale fuga di notizie potrebbe compromettere settimane di lavoro, di appostamenti nel campo o vicino al casello di Ospitaletto, sperando di cogliere sul fatto uno dei corrieri o chi doveva prelevare parte dello stupefacente. Nessun aiuto pare possa arrivare dalle telecamere puntate in punti strategici, in vie che portano al campo dei… miracoli.
Probabilmente i trafficanti hanno capito di essere stati scoperti e hanno deciso di abbandonare il prezioso carico, piuttosto che rischiare l’arresto mentre dissotteravano i panetti di eroina.
Dal Bresciaoggi del 23.11.2010

