Il pericolo discarica è più che reale
Pubblichiamo l’articolo apparso ieri sul Bresciaoggi con una semplice prolusione. Se davvero il sindaco prandelli non vuole la discarica, minacci la crisi in provincia evocando le dimissioni da assessore provinciale. La Lega sa come ottenere quello che vuole e se non si muove concretamente, si vede che ha deciso per la discarica. Dall’articolo sembra, infatti, che le decisioni vengano prese su Marte e non nei palazzi della Regione dove la Lega ha un peso determinante. Troppo comodo attaccare il nulla e poi restare comodo al calduccio della propria poltrona.
L’inquietante ombra della discarica Bosco Stella torna ad allungarsi sulla Franciacorta occidentale. Lo spettro del progetto che sembrava morto e sepolto è tornato ad agitare le sue catene nel corso della riunione convocata nei giorni scorsi in Regione. Il presidente del Comitato ambiente del Pirellone Giosuè Frosio ha incontrato i sindaci di Ospitaletto, Castegnato, Paderno e Passirano.
Al vertice ha preso parte anche il coordinatore del Comitato salute e ambiente di Ospitaletto Giuseppe Antonini. Un faccia a faccia eufemisticamente interlocutorio che ha alimentato le preoccupazioni degli amministratori. Sulla testa delle comunità continua infatti a pendere la spada di Damocle della discarica.
UNA MINACCIA LATENTE che ha spinto il sindaco di Ospitaletto Giorgio Prandelli a rilanciare la mobilitazione contro il progetto confermando la contrarietà espressa prima ancora che diventasse pubblico l’interesse di A2A sul sito di Castegnato. «In Regione abbiamo raccolto solo solidarietà e l’assicurazione che il problema non viene sottovalutato - sottolinea Prandelli -. Tante parole insomma ma nessun passo concreto per fermare un’opera dalle ricadute devastanti per il territorio. La cava che dovrebbe ospitare la discarica è a Castegnato, ma le abitazioni più vicine sono quelle di Ospitaletto e sul nostro paese ricadrebbe il maggior disagio, anche se il conto sarebbe salato anche per gli altri Comuni».
Prandelli non ha dubbi: «Questa zona ha già dato troppo in termini di discariche e sta ancora subendo le ricadute dei disastri ambientali della Vallosa, chiusa da anni e mai bonificata, e delle bombe ecologiche della Pianera e del Pianerino che sono sotto sequestro per la presunta presenza di Pcb». Senza dimenticare il Bosco Sella. «In quel sito - conferma il sindaco - è finito di tutto -: sei milioni di metri cubi di rifiuti in una discarica nata male, con i due terzi della superficie sprovvista di teli di protezione e la certezza che questo ha avuto una ricaduta sulle falde». Ma la discarica infliggerebbe una profonda ferita anche alla filiera vitivinicola.
«E’ INCONCEPIBILE non tenere conto che il bacino di conferimento rifiuti - continua Prandelli -, sorgerebbe nella zona delle Bollicine e dei vini Docg che per legge dovrebbe essere tutelate da una fascia di rispetto di 500 metri». Questo in teoria impedirebbe l’apertura di discariche come la Bosco Stella. «Peccato però - rimarca il primo cittadino di Ospitaletto - che la legge approvata in Regione un paio di mesi fa prescrive il perimetro di rispetto senza tuttavia prevedere la retroattività del vincolo: la domanda per l’apertura della Bosco Stella è stata presentata parecchio tempo fa, dunque non dovrà sottostare alle distanze imposte dalla normativa».
Il pericolo che la discarica veda la luce è dunque concreto: «Guai ad abbassare la guardia - conclude Prandelli -. Dobbiamo informare la popolazione sui rischi che stiamo correndo e gli amministratori locali devono prendere posizioni decise, non di facciata. I sindaci del nord-ovest della nostra provincia sono civili, ma non arrendevoli: non abbiamo intenzione di bruciare i camion che trasportano la spazzatura come avvenuto a Napoli, ma non abbiamo nemmeno intenzione di metterci passivamente nelle condizioni di subire decisioni calate dall’alto contro il nostro interesse».
AL SINDACO DI Ospitaletto si allinea Legambiente che propone un coordinamento aperto a tutti, con i quattro sindaci a fare da referenti: «Ci sono state tante prese di posizione, ma di concreto vediamo veramente poco - sottolinea Silvio Parzanini di Legambiente Franciacorta -. Si devono trovare alternative valide se non vogliamo subire questo nuovo affronto al territorio».

