La svendita immobiliare
Sfogliando documenti ufficiali, appare evidente che il Comune sta svendendo il proprio patrimonio immobiliare, acquistato a suo tempo per garantire la destinazione a servizio pubblico di parte del territorio. Le cifre sono impressionanti. Solo negli ultimi anni si sono vendute aree per oltre nove milioni di euro. Soprattutto si è venduta un’ampia porzione del centro storico (edifici scolastici) per realizzare enormi condomini. Ma non è finita: ora tocca agli immobili di edilizia residenziale pubblica in via S. Bernardo. Questi ultimi facevano parte di un piano complessivo, costruito negli anni, per garantire una destinazione sociale, un reale servizio alle persone. Un progetto che avrebbe dovuto comprendere anche mini alloggi per anziani, alloggi protetti, l’assistenza domiciliare. Sono tutte cose di cui si sente la necessità. Così come le famiglie avvertono la pressante necessità di un centro diurno. La direzione imboccata dall’Amministrazione è tutt’altra. L’esigenza di fare cassa è un motivo sufficiente per dismettere un progetto importante di assistenza ai cittadini?
L’Amministrazione, insomma, non solo non ha trovato i soldi per costruire gli alloggi popolari in via Caprieli – dopo avere speso denaro in progettazioni – ma vende anche quei pochi alloggi per cui è garantito un affitto calmierato. Come si soddisferà l’esigenza di quelle famiglie che non riescono ad accedere al mercato della casa?
I cittadini non traggono alcun vantaggio da tutte queste operazioni. E il Comune? Ci permettiamo di dubitare: mettere in vendita gli immobili in un momento di stagnazione del mercato espone al rischio di svendere. O di lasciare a secco il bilancio comunale. E così oltre al danno la beffa: arriveranno nuove tasse!

