Radici (PD) “Il programma prima di tutto

img_0097.JPGIntervistiamo il Segretario PD di Ospitaletto che ci dà la sua interpretazione degli ultimi eventi politici ad Ospitaletto. 

Le elezioni amministrative  si avvicinano. Come vede il quadro politico?

“Tutti i nodi sono venuti al pettine. Se a Roma ormai si assiste all’implosione del regime, mi sembra che anche ad Ospitaletto la maggioranza in scadenza abbia i suoi guai. La Lega vuole spadroneggiare ed imporre il candidato Sindaco, mentre il PDL non si sa bene che cosa vuole e intanto perde i pezzi. Il risultato è un pericoloso immobilismo che porta a non affrontare i problemi dei cittadini. In primo luogo la crisi economica”.

Come si sta muovendo il Partito Democratico?

“Il nostro lavoro va avanti con l’impegno prioritario di contribuire alla creazione di una lista civica. Siamo partiti dalla definizione di punti programmatici che hanno come denominatore comune il cambiamento, l’aggregazione, perché è ormai impensabile per un Comune gestire i servizi in solitudine, lo sviluppo (economico, culturale, civile, ambientale, l’innovazione, il sostegno alla famiglia), e la riorganizzazione amministrativa del Comune. Su questi punti stiamo dialogando con tutti, perché sono le idee che mettiamo in gioco per essere autenticamente a servizio del nostro paese”.

Una delle novità più clamorose è certamente la rottura di Incontro col PDL. Per il PD sono in vista alleanze con il “Terzo Polo”?

“La vicenda di Giulio Incontro è emblematica, perché mostra chiaramente come il sistema di potere ad Ospitaletto sia chiuso alle istanze di importanti componenti al proprio stesso interno. Deve fare riflettere che alcune idee fondamentali, penso ad esempio all’idea di Nazione, non trovino più cittadinanza nell’asse PDL – Lega, attento solo ai propri interessi, e debbano traslocare altrove. La Lega pretende di occupare tutti gli spazi, senza curarsi degli interessi dei cittadini.

Rispetto ad alcuni ideali di FLI, ma anche dell’UDC, pur nella diversità di priorità ed accenti, posso esprimere una condivisione, perché la libertà e la democrazia sono, o dovrebbero essere, patrimonio di tutti. Condivisione per alcuni valori, dunque, ma nessun interesse per le faide.

Il tema delle alleanze non mi appassiona come tema fine a sé stesso, non ci interessano le poltrone. Stiamo lavorando ad una lista autenticamente civica. Civica proprio perché nasce dai problemi concreti dei cittadini. Il programma innanzi tutto, insomma”.

 

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Un commento to “Radici (PD) “Il programma prima di tutto”

  1. Paolo:

    “non ci interessano le poltrone” Già il fatto che senta il bisogno di affermarlo lo smentisce.

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