Economia - 2 Intervista a Gianfranco Bonadei
LAVORARE AD OSPITALETTO - La testimonianza di Gianfranco Bonadei
Parliamo della situazione economica con un imprenditore DOC, cittadino di Ospitaletto, che da sempre conduce un’impresa nel nostro paese: Gianfranco Bonadei, titolare dell’omonima azienda che da ben tre generazioni produce calze per uomo e donna e si è sviluppata negli anni, fedele alla cura artigianale delle origini.
“L’idea di mettersi a produrre calze fu di mio padre Paolo, classe 1907 - esordisce Gianfranco Bonadei. Era un meccanico che già lavorava in un calzificio. Aveva passione per il lavoro e volle cimentarsi lui stesso nell’impresa. Conosceva molto bene le macchine che allora si utilizzavano per fare le calze, acquistò quattro “Scott&William”usate, se le mise in casa e con l’aiuto della madre, Agnese Cancelli, diede inizio all’avventura familiare. Ricordo che in casa lavoravano sempre, giorno e notte, ero molto giovane e ricordo molto bene anche le visite dei tedeschi che, durante la guerra, erano alloggiati presso le vicine scuole elementari.”
“Dopo la guerra, gli sforzi impressi da tutta la famiglia cominciano a dare i loro frutti e l’azienda comincia ad assumere una dimensione concreta in un capannone preso in affitto dietro la Villa Presti. La svolta avviene nel 1952, il papà si ammala e pochi mesi dopo viene a mancare. Dovetti interrompere gli studi e alzarmi le maniche, poiché, ormai, l’azienda contava 15 dipendenti e il parco macchine da poco rinnovato. Mia madre mi sosteneva con intelligenza e determinazione”.
Ascoltare il racconto significa, di fatto, ripercorrere il cammino economico di 50 anni di storia che non è molto diversa da quella nazionale fino ai giorni nostri.
Nell’azienda ora lavorano anche i figli Gianluigi e Paola e la cognata Antonella. Gianluigi dice: “L’azienda cura direttamente l’intero ciclo produttivo ricercando costantemente la qualità assoluta, rappresenta con orgoglio e prestigio il made in Italy in tutto il mondo, costantemente attenta alle tendente del mercato e alle tecnologie innovative.
Dobbiamo, inoltre, considerare che ormai circa il 90% della produzione globale viene esportato. Nell’ordine sud-est asiatico, Stati Uniti ed Europa. A dimostrazione che la vitalità imprenditoriale ha saputo guardare fuori dai confini.
Nel 2009 la situazione si è mantenuta stabile rispetto all’anno precedente, nonostante la crisi si facesse già sentire. Nel 2010 abbiamo rilevato un leggero incremento che ci fa ben sperare per i risultati di quest’anno.
Dovremmo aumentare la produzione e per farlo dovremmo razionalizzare gli spazi e ampliare le superfici, ma non abbiamo avuto consensi significativi da questo punto di vista. I progetti di sviluppo mirano a investire in nuove tecnologie per migliorare il rapporto qualità/prezzo dei prodotti per mantenere la presenza sui mercati internazionali e per espandersi ulteriormente”.
Gianfranco, con una certa amarezza ammette che questa Italia, che tanto parla di occupazione, offre cospicui contributi a fondo perduto per delocalizzare l’azienda. Basta andare qui vicino nella ex Jugoslavia per trovare opportunità importanti e manodopera a bassi costi.
“Ma – puntualizza Gianluigi - il Calzificio Bonadei è nato a Ospitaletto, oggi occupa 30 dipendenti ed è un marchio di qualità riconosciuto a livello internazionale. Resteremo qui”.
Tuttavia noi ci domandiamo fino a quando questo sarà possibile, se non vi sono le premesse e i necessari aiuti. Siamo lieti di aver preso contatto con una realtà di eccellenza, un’azienda sana che combatte ogni giorno nella desolazione ospitalettese e bresciana per portare all’estero la qualità italiana. Vorremmo poterne intervistare molte altre, ma, purtroppo, per motivi diversi troppe hanno definitivamente chiuso.

