Quando prandelli era amico dei comunisti
Il giornalino della Lega continua a dare la propria versione dei fatti celando, però, molti particolari che cambierebbero il quadro della percezione di lettori e cittadini. Sulla cementificazione del paese si dimentica, infatti, del programma 2001 in cui si diceva chiaramente che si sarebbero concesse nuove edificazioni per comprovate esigenze familiari. Basterebbe controllare i nuovi lotti, cercando vanamente i nomi delle famiglie originariamente proprietarie per capire come è andata a finire.
Ci sono anche delle belle cartine, ma non spiegano cos’è accaduto al centro storico (le ex scuole hanno lasciato spazio a decine di appartamenti) e gli innalzamenti degli indici di edificabilità in altre aree. Inoltre, non si rammenta la monetizzazione degli standard su grande scala e il fatto che il PRG Pasini si è concluso in soli 6/7 anni, cosa mai successa prima. Infine, non si dice che la crisi economica ha bloccato l’espansione del paese fino a 14/15 mila abitanti. Non fosse accaduto questo, ora pagheremmo già caramente per carenza di servizi e qualità della vita.
Bisogna poi ricordare qualcosa anche a prandelli. Ricordargli, ad esempio, che colui che ha fatto per primo l’accordo con i “comunisti” è stato proprio lui. Oppure era una controfigura l’assessore ai lavori pubblici della giunta Pasini (1995) sorretta dall’alleanza PPI- LEGA e Democratici di Sinistra? Già si chiamavano così “Democratici di Sinistra” e portavano nel loro simbolo ancora la falce e il martello. Allora il centrosinistra non era irresponsabile e D’Alema non era antipatico
Non erano “comunisti” quelli? Certo, è facile attaccare le persone critiche e “indipendenti”, senza tessere di partito in tasca, accusandoli di essere di sinistra. E’ facile perchè si sfrutta il refrain di Berlusconi. Le stesse persone nel 2001 andavano però più che bene per nominarli assessori; all’epoca servivano per essere candidato sindaco. Senza il mio placet di coordinatore di Forza Italia, lui non avrebbe ricoperto l’incarico perchè non era l’uomo preferito dal suo partito. Insomma, nel 1995 c’era bisogno del PPI e dei DS, nel 2001 di Forza Italia e AN. E poi accusa gli altri di incoerenza. Al limite dovrebbe attaccarli per l’ingenuità.
prandelli, infine, tira in ballo Leonardo Sciascia, ma la citazione gli riesce meglio con Totò. Voglio concludere, allora, anche io citando il grande comico napoletano quando, in un film, parlava di uomini e caporali:
“La categoria degli uomini è la maggioranza, quella dei caporali, per fortuna, è la minoranza. Gli uomini sono quegli esseri costretti a lavorare per tutta la vita, come bestie, senza vedere mai un raggio di sole, senza mai la minima soddisfazione, sempre nell’ombra grigia di un’esistenza grama.
I caporali sono appunto coloro che sfruttano, che tiranneggiano, che maltrattano, che umiliano. Questi esseri invasati dalla loro bramosia di guadagno li troviamo sempre a galla, sempre al posto di comando, spesso senza averne l’autorità, l’abilità o l’intelligenza ma con la sola bravura delle loro facce toste, della loro prepotenza, pronti a vessare il povero uomo qualunque.”
La saggezza di queste parole dovrebbe fare riflettere tutti, me compreso.


January 12th, 2011 alle 6:18 pm
NO…non erano Comunisti! i comunisti nello strappo, hanno fatto la scissione (la prima di tante purtroppo) e erano già Rifondazione Comunista….ormai il CENTROsinistra avanzava…purtroppo……
Leonardo