Ospitaletto tra i paesi più urbanizzati della provincia
Pubblichiamo questo articolo del Bresciaoggi che sottolinea cose che noi segnaliamo ormai da quando il sito ha aperto e personalmente da oltre dieci anni. Articolo di fonte terza che fa giustizia di quei giornaletti che difendono la politica di urbanizzazione del sindaco.
Ogni minuto, nella pianura bresciana, il cemento divora 15 metri quadrati di terreni agricoli. Ogni minuto. Nel giro di otto anni, nel periodo compreso cioè fra il 1999 e il 2007, il comparto rurale della nostra provincia ha perso qualcosa come 12.891 ettari di superficie, il 7,2% delle aree coltivate.
A LANCIARE L’ALLARME sul consumo di suolo è Legambiente Lombardia che dati alla mano conferma come la Bassa bresciana sia a livello regionale il bacino più penalizzato sul fronte delle aree agricole sacrificate al cemento.
«Capannoni, cave, discariche, e ora anche le autostrade stanno sottoponendo l’agricoltura bresciana ad un sacrificio che rischia di diventare insopportabile per la sua stessa sopravvivenza» si legge nella denuncia di Legambiente.
Un riscontro su tutti: nel periodo tra 1999 e 2007, nei 109 Comuni che formano la fascia della pianura e della collina in provincia di Brescia, sono stati urbanizzati 5.800 ettari di suolo agricolo, in pratica le macchie di cemento sulla campagna sono cresciute al ritmo di quasi 15 metri quadri al minuto.
«Nella pianura e nei rilievi si concentra l’87% del consumo complessivo dell’intera provincia - osserva ancora Legambiente -: considerando anche le valli, il cemento nello stesso periodo di tempo è lievitato di 6.724 ettari nel Bresciano, ma l’agricoltura ha perso molto di più, se oltre ai terreni cancellati dalle lottizzazioni si considerano quelli che sono stati abbandonati perché divenuti irraggiungibili».
Nessuna provincia lombarda ha subito una simile emorragia di coltivazioni. Soprattutto se si considera il quadro complessivo: nei Comuni della pianura e della collina, oltre il 20% delle superfici sono ormai urbanizzate, e il dato è molto più’ alto tra il 30 e il 40% - nella fascia pedemontana, dalla Franciacorta ai colli del Garda, passando per l’hinterland.
A PARTE IL CAPOLUOGO (dove la percentuale di urbanizzazione è oltre il 55%), comuni come Ospitaletto, Roncadelle, Castegnato, Castelmella sono tutti oltre il 40% di territorio urbanizzato, mentre già si vedono le prime avvisaglie dell’effetto BreBeMi. I paesi in cui il consumo di suolo sta crescendo più rapidamente sono infatti quelli della zona a sud-ovest del capoluogo, da Offlaga a Castrezzato passando per Travagliato e Azzano. Tutti Comuni a vocazione agricola che faticano a resistere all’appetito dei costruttori. Una situazione che, complice una deregulation urbanistica e la necessità dei Comuni di rimpinguare con gli oneri edilizi casse municipali sempre più esangui, in questi anni ha disseminato la pianura bresciana di capannoni, spesso rimasti vuoti. E nonostante questo, il business edilizio sfrenato e selvaggio continua a premere alle porte dei comuni per ottenere nuove superfici edificabili.
«Stiamo assistendo ad una devastazione continua di superfici, che cancella il patrimonio più grande che abbiamo: la nostra agricoltura, con le imprese che lavorano la terra e producono cibo e benessere per tutti - osserva Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia -. La terra coltivata è un bene comune, custodito fino ad oggi da centinaia di generazioni di agricoltori, e vogliamo che continui ad esserlo. La politica non può restare alla finestra: occorre che gli amministratori regionali e degli enti locali intervengano per arrestare l’emorragia di suolo».
Bresciaoggi del 22.1.2011 a firma PIETRO GORLANI


January 23rd, 2011 alle 12:48 pm
Cavolo che occhio!!!Senza questo articolo non me ne sarei accorto…