Approfondimento sui giovani/1
Iniziamo la pubblicazione dell’approfondimento che troverete sul prossimo numero del mensile.
Giovani, studio e lavoro: una situazione complessa
Secondo i dati riportati nel Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese 2010, la crisi ha scaricato i suoi effetti su una sola componente del mercato del lavoro, quella giovanile. Nel 2009 tra gli occupati di 15-34 anni si sono persi circa 485.000 posti di lavoro (-6,8%) e nei primi due trimestri del 2010 se ne sono bruciati quasi altri 400.000 (-5,9%).
Tra le ragioni che hanno visto così penalizzata la componente giovanile del lavoro vi è il maggiore coinvolgimento nei fenomeni di flessibilità: infatti, tra il 2008 e il 2009, a fronte della sostanziale tenuta del lavoro a tempo indeterminato, si è registrata una fortissima contrazione sia del lavoro a progetto (-14,9%), sia del lavoro temporaneo (-7,3%).
Lo studio non offre più certezze per il futuro
Nelle Università, poi, c’è grande fermento, alimentato, anche a livello locale, dall’incertezza sul futuro. A Brescia come nelle altre città italiane si sono svolti i cortei e manifestazioni. Anche alcuni studenti di Ospitaletto vi hanno partecipato.
“Protestare contro la riforma Gelmini - precisa Matteo, studente di Giurisprudenza - ha significato per noi studenti esprimere anche la più generale preoccupazione per le prospettive di vita e di lavoro. Dopo anni di sacrifici sui libri, con l’obiettivo di ottenere la possibilità di svolgere un lavoro gratificante nel quale esprimere tutte le proprie potenzialità e competenze acquisite, tanti si ritrovano punto a capo. Non che ci si aspetti di diventare milionari e avere proprio il lavoro che si è sempre sognato, ma molti neo ingegneri, giuristi, economisti, per restare sulle lauree “classiche”, una volta finita l’università , sono costretti, per non pesare ancora sui loro genitori, a lavorare come commessi, precari, insegnanti di sostegno, spesso e volentieri con contratti della durata di un anno o anche meno. In questo contesto come può un giovane costruirsi una famiglia o anche solo accendere un mutuo per uscire dalla casa dei genitori? Una volta fare l’università era un investimento sul futuro, oggi rischia sempre più spesso di essere una scommessa persa quasi in partenza. La riforma Gelmini purtroppo non affronta questi problemi, ed anzi rende ancor più difficile la vita dei giovani che si vogliono dedicare allo studio e alla ricerca. A perderci alla fine è tutto il Paese “.
Nel nostro paese le politiche per i giovani languono
Nel nostro paese come si presenta la situazione? Pensiamo che sia importante parlarne. Ospitaletto, dato anche l’imponente sviluppo demografico, è e sarà a lungo un paese giovane. Quali sono le esigenze? Il Comune può avere un ruolo nel proporre progetti utili ai giovani del nostro territorio?
Ci è sembrato di cogliere un’attenzione nello studio campionario effettuato due anni fa; tuttavia, se gli altri attori che hanno promosso l’iniziativa (Oratorio, Fraternità) hanno continuato ad operare in maniera efficace ognuno nel proprio ambito, non sembra che l’Amministrazione Prandelli abbia dato corso ad iniziative significative, traendo le debite conclusioni dai risultati stessi dell’indagine. Rischio di marginalità, abbandono scolastico, difficoltà nel trovare un lavoro, divertimento vissuto come sballo, ed altro ancora: le criticità sono tante e meriterebbero di essere affrontate in un progetto organico, mettendosi in rete anche con altri Comuni e soggetti del privato sociale, facendo proposte convincenti sul fronte dell’orientamento e del sostegno all’imprenditoria giovanile. Ma anche sul fronte dello svago intelligente e della cultura. Al momento però il nostro Comune non va oltre uno sportello Informagiovani su cui non sembra che si sia investito molto e l’organizzazione di iniziative come la partecipazione a “Chi vuol essere milionario”. Francamente è un po’ poco. Pensiamo che le realtà importanti ed attive sul territorio abbiano bisogno di un partner pubblico più credibile.

