Una vita spezzata nel grave incidente di ieri
Pubblichiamo i due articoli del Bresciaoggi sull’incidente che ha spezzato la vita di un giovane residente ad Ospitaletto, Abderrahim El Mouzdahir.
Un lutto inconsolabile per una giovane famiglia, lo choc e le ferite per una dozzina di persone, una giornata nera anche per la circolazione in mezza provincia. Distrazione, stanchezza e velocità è la probabile miscela che ieri, poco dopo le 6 del mattino, ha provocato il drammatico incidente al chilometro 198 dell’autostrada Milano-Brescia, sul tratto di Ospitaletto.
IL DISASTRO, che ha provocato la morte del 33 enne El Mouzdahir Abderrahir, il ferimento di dodici persone, cinque ricoverate negli ospedali di Brescia, Ome e Chiari, sembra sia stato innescato dal rientro dalla piazzola di sosta di un camion a rimorchio Iveco, attrezzato a bisarca.
La manovra, in un momento di scarsa visibilità è stata notata troppo tardi da un altro camionista che sopraggiungeva, un 57 enne milanese alla guida di autoarticolato Daf, che trasportava prodotti alimentari. Il conducente non ha potuto evitare l’improvviso ostacolo, quindi ha urtato anche una Golf, condotta da un 35 enne albanese, che si è rovesciata sulla carreggiata. Mentre la bisarca appena ripartita si fermava sulla sua corsia, l’autoarticolato Daf ha perso una coppia di ruote e ha sfondato il new jersey piombando nella corsia opposta.
Qui è avvenuto lo scontro, dall’esito tragico, con un Renault Traffic, su cui si trovavano quattro operai della ditta Sortimpianti diretti a Milano. Lo spigolo della cabina del camion ha colpito un finestrino del furgone, ferendo mortalmente alla testa l’operaio che viaggiava sul sedile esterno.
In pochi secondi sull’asfalto coperto da rottami e pezzi di new jersey si sono arrestati tutti i veicoli, bloccando la circolazione che stava riprendendo dopo la pausa notturna. Sul posto sono arrivate tutte le pattuglie della Polizia stradale di Seriate, e poco dopo quelle di Brescia per gestire il deflusso in sicurezza dei veicoli fermi mentre l’autostrada veniva chiusa tra i caselli di Palazzolo e Brescia Ovest.
Dai caselli di Palazzolo Ospitaletto e Brescia sono giunte quattro ambulanze di Cri, Croce bianca, volontari di Adro e volontari di Ospitaletto inviate dal 118, i cui operatori – preso atto del decesso del 33enne operaio - hanno assistito gli automobilisti curandone dodici sul posto e disponendo per cinque il ricovero negli ospedali di Chiari, Ome, Civile e Poliambulanza. Per liberare l’autostrada dall’autoarticolato è stato necessario l’impiego dei mezzi speciali dell’Aci Lazzaroni. La chiusura dei caselli ha fatto impazzire il traffico su 573 (Bergamo Brescia) SS11, e Sp 12, intasando ogni strada della fino alle 10.
Sarà sepolto in Marocco il 33enne Abderrahim El Mouzdahir, l’operaio marocchino rimasto ucciso nell’incidente di ieri mattina.
COME OGNI GIORNO, l’operaio era uscito dalla casa di Ospitaletto dove risiedeva con la moglie e il figlio piccolo, ed era salito sul furgonato Renault Traffic della ditta Sortimpianti di San Zeno al Naviglio. Con i colleghi era diretto al cantiere dove l’azienda ha una commessa della regione per impianti idraulici. E come tante altre volte si era seduto dietro al conducente, vicino al finestrino, pensando di godersi ancora un po’ di riposo durante il viaggio. Forse non ha avuto neppure il tempo di vedere la morte: lo spigolo della motrice dell’autoarticolato, che durante un salto di corsia ha centrato proprio quel finestrino, lo ha investito senza lasciargli scampo.
Per il giovane padre marocchino non c’è stato niente da fare. La sua salma è stata composta nell’obitorio del cimitero di Erbusco.
Vincenzo Buongiorno, titolare dell’azienda, tra i primi ad accorrere a Rovato, ha raccontato: «Abderrahim lavorava con noi dal 2005. La sua morte è uno choc per tutti. Era una persona straordinaria, un ragazzo d’oro, educatissimo, grande lavoratore, In cinque anni non si è mai assentato un giorno e sul lavoro era un esempio per tutti».
Tre anni fa si era sposato in Marocco e aveva portato la moglie in Italia dove poco più di due anni fa è nato il loro bambino. «Adesso - dice commosso Buongiorno - faremo di tutto per aiutare la moglie e il suo bambino».


February 5th, 2011 alle 1:51 am
Era un ragazzo d’oro ….. Educato, buono, gentile, e disponibile ….. era il mio vicino di casa ……. sigh ….. :’(
February 5th, 2011 alle 1:52 am
un ragazzo d’oro gentile ed educato con tutti