2010 Un anno d’oro per la Sabaf
Un 2010 da protagonista, nonostante la frenata finale; un 2011 all’insegna di una nuova sfida all’estero e con la previsione - nonostante le incertezze sui mercati - di aumentare le vendite di circa il 10%.
IL CONSIGLIO di amministrazione di Sabaf (gruppo quotato in Borsa, conta 700 dipendenti ed è leader nella produzione di componenti per cucine e apparecchi domestici per la cottura a gas, di cerniere per forni e lavastoviglie) ha deliberato la costituzione di una società produttiva in Turchia, controllata al 100%: un investimento di 5 milioni di euro (3,5 mln quest’anno, il resto nel prossimo). L’attività - come spiega l’amministratore delegato della spa di Ospitaletto, Angelo Bettinzoli - si concentrerà sul settore dei bruciatori e sarà avviata entro la metà del 2012. Servirà per la fornitura diretta al mercato turco, il secondo più importante per Sabaf dopo quello domestico. «Il Paese offre diverse opportunità e, in prospettiva, è destinato a diventare un importante polo mondiale nel settore delle cucine al quale guardiamo con particolare attenzione», spiega Bettinzoli ricordando le altre presenze oltre confine del gruppo: in Brasile (l’insediamento è operativo da tempo) e in Cina dove, allo stato attuale, la sede non è ancora a regime: l’obiettivo è concentrare l’attenzione su componenti per il mercato interno, ma l’attività dovrà essere riparametrata dopo che il Paese del Dragone ha modificato gli standard.
IL NUOVO investimento è stato ufficializzato nel giorno in cui il Cda della società, presieduta da Giuseppe Saleri, ha approvato i dati al quarto trimestre 2010 e dell’intero esercizio. Nel periodo settembre-dicembre dell’anno scorso - spiega una nota - il gruppo ha realizzato ricavi per 38,5 milioni di euro (+2,2% su base annua), con una conferma del recupero sui mercati europei. Rallentamento, invece, in alcune aree, in particolare nel Sud America che, invece, aveva fatto segnare i tassi di crescita più significativi nella prima parte dell’anno. L’analisi delle vendite per famiglia di prodotto ha ribadito incrementi più sostenuti per i rubinetti in lega leggera e per le cerniere (rispettivamente +19,2% e + 23%). La redditività del periodo, oltre che dagli aumenti dei prezzi delle materie prime, è stata condizionata dalla riduzione dell’attività in Sud America e, in misura minore, dalla svalutazione del dollaro nei confronti dell’euro e del real brasiliano: l’ebitda è stato di 8,7 milioni, in calo del 13,2% su base annua; il reddito operativo (ebit) è stato di 5,5 milioni di euro, in calo del 20,2%. Il risultato lordo si è attestato a 5 milioni di euro (-22,9% su base annua), il risultato netto a 3,8 milioni di euro, in calo del 19,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno prima.
NELL’INTERO esercizio 2010 i ricavi consolidati sono stati pari a 150,9 milioni di euro (+18,7%), l’ebitda a 38,5 milioni di euro (+35,1%), l’ebit ha raggiunto i 25,8 milioni di euro (+59%); il risultato netto è stato pari a 16,9 milioni di euro (+45,6%). Nel corso dell’esercizio gli investimenti netti sono stati di 13,3 milioni (11,9 mln nel 2009). Al 31 dicembre 2010 la situazione patrimoniale ha evidenziato un patrimonio netto consolidato di 121,8 milioni di euro e un indebitamento finanziario netto di 12,5 milioni di euro (patrimonio netto di 109,1 milioni e indebitamento finanziario netto di 19,2 milioni al 31 dicembre 2009). La posizione finanziaria netta a breve è positiva per 3,9 milioni di euro. Considerati i risultati raggiunti - spiega la nota - gli amministratori intendono proporre la distribuzione di un dividendo di 0,80 euro per azione (contro 0,50 euro per azione dell’anno scorso).
Bresciaoggi del 10.2.2011

